L’aggressione israelo-statunitense all’Iran e l’invasione del Libano contribuiscono a distogliere l’attenzione dal perdurante genocidio a Gaza e dall’intensificarsi della pulizia etnica in Cisgiordania, mentre solo flebili voci si sono levate dalle cancellerie europee contro l’infame legge razzista che introduce la pena di morte per i detenuti palestinesi. Non si è fermata la mobilitazione della società civile, dalle manifestazioni No Kings all’avvio di una nuova, ancora più grande, spedizione della Sumud Flotilla, alle iniziative capillari nelle piazze e nelle università italiane.

In questo contesto, il CoRDA, Coordinamento Ricercat*, Dottorand* e Assegnist* dell’Università di Padova, ha reso pubblico il documento “L’Accademia di fronte al genocidio. Report delle collaborazioni tra l’Università di Padova e Israele”, frutto di mesi di ricerca e di lavoro, intrecciate alla mobilitazione di studenti e dipendenti dell’Ateneo (https://cordapadova.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/01/definitivo_270126-2.pdf).

Il Coordinamento è nato nel maggio del 2024, quando ricercat*, dottorand* e assegnist* hanno promosso, un “appello per il cessate il fuoco”, firmato da 1400 lavorat* di Unipd, in parallelo alla mobilitazione degli studenti, con le “accampate” di solidarietà con il popolo palestinese nel cortile principale del Bo’, sede dell’ateneo. Si chiedeva all’Università di interrompere ogni collaborazione con atenei e istituzioni israeliane e con aziende italiane coinvolte nel genocidio. Richiesta del tutto ignorata dal Senato accademico, mentre la rettrice Mapelli tacciava di “violenti” e “prevaricatori” gli studenti accampati nei cortili del rettorato.

La mobilitazione continuava e a settembre 2025 oltre 3mila tra student* e lavorat* sottoscrivevano una “Lettera aperta della comunità accademica per la cessazione degli accordi dell’Università di Padova con Israele e per fermare ogni forma di complicità con il genocidio in corso in Palestina”, ancora una volta disattesa dalle autorità accademiche.

Nel rapporto, frutto di un difficile lavoro di raccolta della documentazione per gli ostacoli posti all’accesso agli atti, il CoRDA esamina cinque accordi di cooperazione tra Unipd e istituzioni accademiche israeliane. Bar-Ilan University, che ha un accordo Erasmus+ con il Dip. di Psicologia (scadenza a ottobre 2028), risulta essere la “casa accademica” dei soldati dell’Idf. I Dipartimenti di Scienze chimiche e Ingegneria dell’informazione hanno un Memorandum of Understanding (MoU) in scadenza con la Ben Gurion University of the Negev, con la quale inoltre l’ateneo partecipa ad un progetto finanziato dal Maeci. La Ben Gurion, sin dalla fondazione, sostiene il processo di “giudaizzazione” del Negev a scapito delle comunità beduine del deserto che subiscono in continuazione espropri, demolizioni e attacchi violenti. Sono, poi, ben ramificate le collaborazioni con il settore militare: Elbit Systems, Rafel Advanced Defense Systems, Israel Aerospace Industries e direttamente con il ministero della Difesa. Il Sapir Academic College, coinvolto in MoU con il Dip. di Diritto pubblico, internazionale e comunitario fino a marzo 2027, è collocato vicino alla frontiera con Gaza, tanto da essere immediatamente riconvertito, dopo il 7 ottobre, in base logistica dell’Idf, con il quale, peraltro, ha una collaborazione “per la formazione di una riserva di giovani altamente motivati provenienti dal Negev, preparati e disponibili a difendere il Paese sui campi di battaglia del futuro”. Il Dip. di Matematica ha un MoU con l’Academic College of Tel Aviv-Yaffo. Di particolare rilevanza è la laurea triennale in Cybersecurity, il direttore del cui dipartimento è in stretti rapporti con l’Ict, International Institute for Counter Terrorism, denunciato da alcune Ong come strutturalmente intrecciato all’apparato militare e di intelligence israeliano – Idf, Shin Bet e Mossad. Infine, è attivo un programma di doppia laurea (Double Master’s Degree Programme) in scienze archeologiche con l’Università di Haifa. Oltre al suo ruolo nella “giudaizzazione” della Galilea, dal 2018 l’Università di Haifa è stata selezionata dal Ministero della difesa per ospitare la Military College Administration e garantire il proseguimento degli studi a studenti provenienti dai college dell’Idf.

Il CoRDA ha anche esaminato la vasta mole di pubblicazioni scientifiche realizzate in collaborazione con ricercatori e/o finanziati da enti israeliani. Tra il 2023 e il 2025 si tratta di 682 articoli pubblicati, in aumento esponenziale nel corso degli anni dal 2008-10. Solo tra i 192 articoli pubblicati nel 2025 si trovano collaborazioni con istituti “da sempre fortemente intrecciati con l’apparato militare-industriale e con il colonialismo sionista come il Weizmann Institute of Science, il Technion-Israele Institute of Tecnology e l’Afeka College of Engineering”.

Il rapporto denuncia anche le collaborazioni e i finanziamenti ricevuti da aziende che collaborano con l’apparato militare-industriale israeliano, artefice del genocidio: la francese Thales, Leonardo, Avio, Fincantieri, Iveco, Eni, fra le altre.