
Il sostegno e la difesa di Cuba continuano con forza grazie alla grande manifestazione unitaria nazionale dell’11 aprile scorso.
Sabato 11 aprile si è tenuta a Roma una grande manifestazione con oltre 10mila persone a sostegno del popolo cubano, contro il criminale blocco economico a cui è sottoposta la ribelle nazione caraibica. Il blocco economico, commerciale e finanziario ormai dura da più di sessant’anni e rappresenta l’assedio più lungo della storia. Ma oggi assistiamo a un brutale salto di qualità.
Donald Trump, moderno pirata del ventunesimo secolo, sta imponendo un pesante blocco alle forniture energetiche dell’isola, minacciando sanzioni e praticando un vero e proprio blocco navale. L’obiettivo è evidente: esasperare il popolo perché si rivolti contro il proprio legittimo governo.
Negli ultimi quattro mesi a Cuba è attraccata una sola petroliera, con una quantità di combustibile che gli esperti occidentali hanno definito sufficiente per 7-10 giorni. Qualsiasi altra nazione, in queste condizioni, sarebbe crollata. Invece Cuba resiste, forte di una sperimentata attitudine alla resilienza, ma anche di un forte senso di solidarietà e unità della propria popolazione. Ancora una volta il gruppo dirigente cubano ha posto attenzione ai problemi immediati per contenere, per quanto possibile, i disagi derivanti dalla estrema scarsità di combustibile. Allo stesso tempo ha assunto l’obiettivo strategico di raggiungere una sempre maggiore autonomia energetica.
I fatti lo dimostrano: lo scorso anno Cuba ha costruito oltre cinquanta parchi fotovoltaici, per una potenza superiore ai mille megawatt. Nel corso di quest’anno sono stati avviati analoghi investimenti verso le energie rinnovabili, non solo nel campo del fotovoltaico, ma anche nell’eolico e nelle biomasse.
La campagna “Energia per la vita – Accendiamo la luce su Cuba!”, promossa dalla nostra associazione insieme ad Anpi, Arci e Cgil, si propone di sostenere questo gigantesco sforzo a favore del sistema elettro-energetico cubano e per alleviare le sofferenze del Paese che ci ha dimostrato la sua generosità durante la pandemia. Le somme raccolte – a oggi intorno ai 300mila euro – saranno destinate all’acquisto di pannelli solari rivolti ad alcune strutture sanitarie e sociali.
“Cuba non è una minaccia” è il titolo dell’appello di decine di intellettuali, personalità della cultura, del mondo accademico e del giornalismo, raccolto dall’Associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba per lanciare la straordinaria mobilitazione a favore della resistenza cubana, alla quale hanno aderito organizzazioni sindacali, sociali, politiche, di solidarietà con Cuba e singole persone.
All’apertura della manifestazione dell’11 aprile, fortemente voluta dal nostro presidente Marco Papacci, vi era lo striscione dell’Italia solidale con Cuba: “Cuba si difende, non si vende e non si arrende”. In questa direzione è fondamentale sottolineare una questione di primaria importanza: difendere Cuba non è solo un atto dovuto verso un popolo che, nel corso degli anni, ha posto in essere le più diverse iniziative di solidarietà verso gli altri, ma costituisce un elemento di ribellione contro chi vuole imporre logiche di guerra, facendosi beffe del diritto internazionale, e chi pensa che la politica e il controllo delle istituzioni sia esclusiva prerogativa dei super ricchi.
Lo hanno capito bene le molte giovani e i molti giovani che hanno partecipato al corteo nazionale o si sono mobilitati per la Palestina e nelle proteste antimperialiste e anti autoritarie “No Kings”. A differenza dei “militanti storici”, formatisi con il mito del Che e di Fidel, forse questi giovani sono un poco più pragmatici: vedono in Cuba una alternativa alla logica del massimo profitto, sul cui altare vengono sacrificati i diritti sociali, spostando gigantesche risorse dal welfare alle politiche di riarmo.
L’obiettivo oggi è dare continuità a questo movimento unitario in difesa di Cuba, contro il blocco genocida e per la cancellazione di Cuba dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo. E’ indispensabile continuare a lottare contro le politiche imperialiste, neocolonialiste, bellicistiche e neofasciste. Il nostro impegno è stare dalla parte dei popoli, del diritto internazionale e di un futuro multipolare fondato sulla dignità, sull’uguaglianza, sulla solidarietà e cooperazione solidale.
“Se cade Cuba cade l’umanità intera” ha un profondo significato e valore. Per questo dobbiamo proseguire nella battaglia per consentire a Cuba di continuare a essere un faro di speranza e sostegno per coloro che ancora lottano per la libertà e la dignità, e per ispirare e unire i popoli del mondo nella ricerca di un futuro migliore e di pace.
