
Si è svolto a Roma, il 14 e 15 aprile scorsi, il convegno per la celebrazione dei 20 anni dalla nascita della Flc Cgil (Federazione Lavoratori della Conoscenza). Alla presenza dei segretari generali che hanno guidato la Flc nei due decenni trascorsi (Enrico Panini, Domenico Pantaleo, Francesco Sinopoli e Gianna Fracassi) sono intervenuti numerosi relatori sul tema dell’intelligenza artificiale e sulle sue ripercussioni sul mondo della conoscenza.
La storia della Flc è relativamente breve, ma densa di avvenimenti. Le radici di questo processo risalgono al 2004, quando, su spinta della Confederazione, si unificano in un’unica Federazione il Sindacato dei lavoratori della scuola (Sns) e quello dei lavoratori dell’Università e della ricerca (Snur). La conclusione del percorso si formalizzò con il primo congresso della Flc dal 15 al 18 febbraio 2006.
Lo spirito di quell’iniziativa andava ricercato nella volontà di creare una Federazione che si occupasse di rappresentare, non più in maniera separata, tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati della conoscenza, dagli asili nido all’università, dagli educatori alla ricerca e all’alta formazione artistica e musicale. Un progetto ambizioso che nasceva dalla consapevolezza della centralità della conoscenza come motore della crescita del Paese e dell’emancipazione sociale, elemento di garanzia democratica nel suo ruolo di formazione di cittadini liberi, consapevoli e critici. La prospettiva era anche quella di rafforzare la contrattazione arrivando ad un contratto unico per i lavoratori pubblici di Scuola, Università, Ricerca e Afam (cosa che avvenne a partire dal Ccnl 2016-18).
Il cammino della neonata Federazione non fu tuttavia semplice. Già due anni dopo la sua nascita, la Flc si trovò a dover contrastare la legge Gelmini (ministra dell’Istruzione del governo Berlusconi) che tagliava oltre 8 miliardi alla scuola, riduceva il numero di ore di frequenza degli studenti, ridimensionava significativamente la presenza del personale ausiliario e tecnico. Contro questi provvedimenti la Flc organizzò centinaia di assemblee in tutte le scuole, promosse mobilitazioni che sfociarono nel grande sciopero del maggio 2008, con la partecipazione di oltre 500mila persone alle manifestazioni organizzate in numerose città d’Italia.
Negli stessi anni l’insieme dei settori pubblici si trovò ad affrontare le pesanti riforme della Pubblica amministrazione volute da Brunetta (ispirato dal furore ideologico contro dipendenti pubblici “fannulloni e assenteisti”), a cui si aggiunsero pesanti processi di riorganizzazione della rete della Ricerca e del sistema universitario, con le annesse spending review e asfissiante precarizzazione dei rapporti di lavoro. Altrettanto determinante fu il ruolo della Flc nelle iniziative di contrasto al decreto legislativo 150/2009, che penalizzava tutti i comparti del lavoro pubblico, riducendo gli spazi della contrattazione e introducendo una riduzione del salario durante i periodi di malattia.
Va inoltre ricordato, a partire dal 2010, il blocco dei contratti pubblici da parte del governo Berlusconi che portò a una perdita di valore dei salari e all’impossibilità di contrattare su organizzazione del lavoro, salario accessorio, condizioni di lavoro, materie fondamentali per le relazioni sindacali.
Infine, ma non meno determinante, l’impegno contro la legge 107/2015 del governo Renzi (“Buona scuola”) che vide la Flc impegnata nel contrastare i provvedimenti scuola per scuola, con l’approvazione di mozioni da parte dei Collegi docenti e che portò all’organizzazione di un massiccio sciopero dei lavoratori della scuola nel maggio del 2015.
E va ricordato il costante impegno contro la dilagante precarizzazione nei settori della conoscenza e al fianco dei precari nelle lotte per la stabilizzazione, che ci ha visti sempre in prima fila. Iniziative e mobilitazioni riuscite con il consenso alle scelte della Flc di centinaia di migliaia di lavoratori, che le hanno confermato la fiducia rendendola il sindacato più votato in tutti i rinnovi delle Rsu, con percentuali significative nella Ricerca e nell’Università.
Restano da affrontare nuove sfide e nuove prospettive. In uno scenario mondiale profondamente cambiato, la Flc dovrà essere in grado di elaborare nuove proposte contrattuali e di difendere e migliorare le condizioni di lavoro di docenti, ricercatori e tecnologi, personale tecnico-amministrativo a fronte di domande sempre più complesse da parte delle famiglie e della società.
Dovrà inoltre confrontarsi con le sfide proposte dalla sempre più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale, di cui si è discusso nel convegno di Roma. Sfide complesse, che riguardano non solo le relazioni pedagogiche ed educative tra docenti e studenti, ma che potranno assumere conseguenze rilevanti sull’intero sistema scolastico.
Auguriamo alla Flc di affrontare e vincere tutte queste sfide con le stesse determinazione e consapevolezza che l’hanno fatta crescere in questi 20 anni, e che l’hanno fatta diventare una Federazione consistente del più grande sindacato d’Italia.
