
Il 15 e 16 maggio prossimi parte la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale” promossa dalla Cgil assieme a un’ampia rete di realtà associative. Una proposta che nasce dalla volontà di non rassegnarci al declino del Ssn e alla progressiva privatizzazione della salute e della sanità.
La sanità pubblica sta vivendo da tempo a una grave crisi sistemica e di sostenibilità, che si traduce in tempi di attesa insostenibili, profonde diseguaglianze tra persone e territori con otto Regioni che non garantiscono i Lea, un decimo della popolazione che rinuncia a cure e prestazioni, la spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie che supera i 46 miliardi di euro, e il personale sanitario non adeguatamente valorizzato economicamente e professionalmente, insufficiente e allo stremo.
Questo è lo stato in cui versa la principale infrastruttura sociale del Paese, a tutela del diritto fondamentale alla salute, fattore indispensabile per coniugare il benessere della popolazione, lo sviluppo economico e la coesione sociale.
Dopo tante iniziative e mobilitazioni, abbiamo sentito il dovere e la responsabilità di fare qualcosa in più: lanciare una grande raccolta di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare, accompagnata da una campagna di partecipazione e mobilitazione, in continuità con la straordinaria campagna referendaria a difesa della Costituzione, della giustizia e della democrazia.
I principi a fondamento della proposta sono quelli definiti dalla Costituzione e indicati dalla legge istitutiva del Ssn: universalità, uguaglianza, equità, da garantire attraverso il governo pubblico, in un quadro di programmazione e partecipazione del personale, delle comunità, delle forze sociali e sindacali.
La proposta di legge si concentra sugli interventi ritenuti prioritari per interrompere il declino del Ssn e per creare le condizioni finanziarie, umane e strumentali per promuovere il rafforzamento e la valorizzazione del Ssn e del personale, adeguando l’offerta di assistenza ai bisogni della popolazione.
Per garantire al Ssn risorse adeguate occorre un finanziamento non inferiore al 7,5% del Pil, le maggiori risorse devono essere interamente destinate al potenziamento delle strutture pubbliche.
Occorre riconoscere il valore del lavoro di chi tutela e promuove la salute, assiste e cura, con gli organici necessari per la tutela della salute della popolazione: la spesa per il personale del Ssn non deve essere più soggetta ad alcun tetto.
Il riordino e lo sviluppo dell’assistenza territoriale è un nodo centrale: va assicurata la centralità al Distretto sociosanitario in stretta collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali per una gestione integrata dei servizi sanitari e sociali; le Case e gli Ospedali di comunità devono essere la realtà ovunque nel Paese, superando i ritardi nell’attuazione dei progetti del Pnrr.
Occorre dare concretezza alle politiche in favore delle persone anziane e non autosufficienti con il potenziamento dei percorsi assistenziali, a partire dall’assistenza domiciliare e con l’incremento del Fondo nazionale per la non autosufficienza.
È attraverso il necessario investimento nel Ssn, in termini di incremento delle risorse, del personale dipendente, riordino dell’assistenza territoriale e garanzia della presa in carico dei bisogni di salute delle persone, in particolare quelle con patologie croniche, che si può garantire il rispetto dei tempi di attesa: questo è ciò che serve, non decreti d’urgenza a zero risorse.
Altre aree prioritarie sono la prevenzione, la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, i consultori familiari, la salute mentale, le dipendenze, la salute in carcere, la farmaceutica e la ricerca indipendente: temi spesso dalla forte valenza politica sui quali la destra sta marcando il terreno con approccio fortemente ideologico e regressivo.
Non c’è più tempo da perdere: mentre in Lombardia con la cosiddetta “super intra moenia” la Regione sta delineando i presupposti per il superamento dell’universalismo della sanità pubblica, con il recente Ddl sulla sanità, ora in discussione in Parlamento, il governo progetta lo spezzatino della rete ospedaliera, con un impianto che drenerà ulteriormente risorse dal sistema pubblico a quello privato, frammentando il diritto alla salute e aumentando le diseguaglianze.
Per queste ragioni la proposta di legge di iniziativa popolare rappresenta un’occasione straordinaria per costruire un grande movimento di popolo e di partecipazione democratica capace di raccogliere il più largo sostegno possibile tra le persone e le comunità e riaffermare il valore del Ssn, pubblico e universale, per rendere effettivo il diritto alla tutela della salute, come prevede la Costituzione.
