
Cinquantamila firme necessarie per la presentazione sono già state raggiunte nel fine settimana di lancio delle due leggi di iniziativa popolare su sanità e appalti, promosse da Cgil e molte associazioni della Via Maestra. L’obiettivo è raccogliere centinaia di migliaia di firme, attivando la più larga partecipazione possibile.
Le due proposte non sono solo uno strumento per ottenere risposte legislative coerenti, ma mezzo per una vertenzialità diffusa nei territori e nei posti di lavoro.
Sugli appalti la proposta di legge, in contrasto agli effetti della frammentazione del lavoro, limita i subappalti e afferma un principio fondamentale: stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti. In materia di sicurezza sul lavoro non ci può essere nessuna deresponsabilizzazione dei committenti.
Sulla difesa e il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, la proposta di legge si inserisce nella mobilitazione che vede già una vertenzialità nei confronti delle Regioni, oltre che del governo. Lottiamo quotidianamente contro il definanziamento nazionale (la quota di Pil destinata al Ssn è tra le più basse nell’Ue), la privatizzazione crescente, il ridimensionamento dei servizi pubblici, in particolare per la prevenzione e il territorio, la carenza di personale e trattamenti salariali e normativi che sviliscono la professionalità e l’impegno degli operatori.
Il governo – che ha sforato il deficit del 3% per “investire” nella deportazione dei migranti in Albania – dedica risorse al riarmo e taglia la spesa sociale. Anche per questo Lavoro Società sostiene una terza proposta di legge di iniziativa popolare, “1% equo – Tax the Rich”, per introdurre un’imposta sui patrimoni superiori a due milioni di euro, esclusa l’abitazione principale. Proposta anch’essa partita bene, con più di un terzo delle adesioni necessarie in meno di una settimana.
È evidente a tutti come, in questi anni, la ricchezza e il reddito si siano concentrati in poche mani, a scapito di salari e pensioni. Ci opponiamo con determinazione all’uso delle risorse pubbliche per politiche di guerra e riarmo – in una spirale crescente che vuole portarci alla terza guerra mondiale, nucleare – e vogliamo con altrettanta determinazione un sistema fiscale più equo, dove chi ha di più paghi di più. E finisca una volta per tutte il taglieggiamento da fiscal drag di salari e pensioni.
Siamo nelle piazze per affermare il diritto alla salute e il rafforzamento del Ssn pubblico, per i diritti del lavoro per tutte e tutti, a partire dalla salute e sicurezza, contro la logica del subappalto, per l’equità fiscale.
Continuiamo a riempire le piazze per fermare la guerra e il genocidio del popolo palestinese, per riaffermare il diritto internazionale e porre fine all’impunità del governo di Israele – che continua a massacrare palestinesi e libanesi e a compiere atti di pirateria contro i volontari internazionali della Sumud Flotilla – e dei neo “imperatori” Trump e Putin, aggressori impuniti, alleati nel tentativo di una nuova spartizione delle sfere di influenza.
Ci mobilitiamo per difendere e attuare la nostra Costituzione antifascista.
