Stella Levantesi, I Bugiardi del Clima, Edizioni Laterza, pagine 239, euro 18.

Il libro di Stella Levantesi “I Bugiardi Del Clima”, seppur pubblicato nel 2021, conserva un’impressionante attualità, visti anche gli esiti della Cop 30 e i pesanti arretramenti dell’Unione europea sul Green Deal, peraltro mai decollato. Come il negazionismo climatico sia stato in grado di far trionfare la sua falsa narrazione è l’oggetto della documentata denuncia di questa giovane giornalista e fotoreporter, che lancia un accorato allarme sull’ecocidio in corso nel pianeta.

E’ ben noto che i paesi produttori di combustibili fossili abbiano lavorato alacremente per sabotare le successive risoluzioni delle Cop, infischiandosene degli effetti drammatici prodotti dal riscaldamento climatico sui territori sacrificati sull’altare dell’accumulazione capitalistica in molti paesi del sud del mondo.

Alla stessa stregua le grandi multinazionali del fossile, disponendo di ingenti profitti, hanno promosso ricerche scientifiche all’avanguardia sulle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici, ma hanno scientemente seguito la strategia del silenziamento negazionista. Inaugurata negli anni ‘40 e ‘60, la tendenza negazionista, sulla scorta di quella praticata dall’industria del tabacco, è stata ripresa negli anni ‘80 sia da Exxon che da Shell, attraverso campagne di disinformazione sostenute da “think tank” conservatori, ma anche da scienziati ben retribuiti per raccontare il falso. Con il dichiarato intento di impedire qualsiasi politica di tipo ambientale. In questa cornice, nel 1997 il Senato Usa non ratificò l’adozione del protocollo di Kyoto.

Le analisi compiute dal sociologo ambientale Robert Brulle hanno documentato come, tra il 2003 e il 2015, 140 fondazioni abbiano indirizzato 558 milioni di dollari verso cento organi di stampa. Mentre ad Harvard i ricercatori Ben Franta e Jeffrey Supran, a proposito della colonizzazione del mondo accademico, hanno scoperto come la Mit Energy Iniziative, un istituto di ricerca energetica, sia stato finanziato da David Koch, magnate dei combustibili fossili.

Non mancano le eccezioni: in seguito ad un rapporto promosso da Greenpeace nel maggio 2020 sul supporto fornito dalle aziende Big Tech alle multinazionali Big Oil, Google ha smesso di finanziare i negazionisti climatici.

Di converso, è impressionante come, con l’esplosione del populismo di destra, si sia verificato un incremento esponenziale delle “bufale” negazioniste. Per Alternative fur Deutschland “l’anidride carbonica non è una sostanza inquinante”, mentre per lo xenofobo olandese Geert Wilders il cambiamento climatico non è di natura antropica, e Marine Le Pen ha bollato la questione ecologica come un “complotto comunista”. A questa deriva negazionista non poteva mancare la voce della Lega, astenuta sulla ratifica degli Accordi di Parigi del 2015 perché avvantaggerebbero “le grandi multinazionali straniere”, che ha preferito sfiorare il ridicolo finanziando studi sul “raffreddamento globale indotto dal rallentamento delle attività solari”.

Al contempo, con l’entrata in campo del movimento ambientalista, databile dalla Giornata della Terra del 21 marzo 1970, e dopo la pubblicazione di “Primavera silenziosa” della biologa Rachel Carson, etichettata come comunista, è stata veicolata la narrazione per cui la soluzione del cambiamento climatico sarebbe perseguibile tramite l’adozione di comportamenti individualmente responsabili.

E’ una narrazione che Levantesi boccia radicalmente, riprendendo le tesi di Amitav Gosh nel capolavoro “La Grande Cecità” e di Naomi Klein nel poderoso “La Rivoluzione che ci salverà”. Per Gosh “la crisi ambientale è anche una crisi della cultura, e quindi dell’immaginazione”, perché “i combustibili fossili – con l’estrazione e il loro trasporto – sono centrali nella struttura globale del potere”. Mentre per Naomi Klein è “la prova di un fallimento sistematico” e un problema strutturale che riguarda sia l’economia che le decisioni politiche.

Gli ultimi tre capitoli del libro sono dedicati ai drammi che inesorabilmente si susseguono su scala globale, in particolare da quando, con l’adozione a livello planetario nel 1990 del “Consenso di Washington”, siamo entrati nell’epoca della “Grande Accelerazione” del turbo-capitalismo. Con attenzione agli incendi che tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020 hanno devastato il Nuovo Galles del Sud in Australia, Levantesi sottolinea come dall’Antropocene siamo passati al Pirocene, e quali siano i punti di non ritorno delle dinamiche climatiche.

Infine,dopo aver definito il concetto di ecologia, Levantesi evidenzia come purtroppo nel Sud del mondo ogni anno decine e decine di ambientalisti pagano con la vita la loro militanza per la difesa e tutela degli ecosistemi naturali. Possiamo comprendere l’attualità del suo monito anche dall’intervista a Michel Forst, Relatore speciale Onu sui difensori dell’ambiente (l’ExtraTerrestre de il manifesto di giovedì 9 aprile), dove si evidenzia che, dal 2012 al 2025, si sono verificati 2253 omicidi o sparizioni forzate in tutto il mondo. Ma il numero reale è probabilmente più alto, perché molti casi non vengono denunciati.