
Ballando e applaudendo al ritmo di musica nell’enorme, austera sala conferenze del Palazzo delle Nazioni di Ginevra, i rappresentanti dei lavoratori delle piattaforme hanno accolto l’approvazione di una storica Convenzione internazionale che li riconosce, per la prima volta, come lavoratori che meritano lo stesso lavoro, diritti e tutele di tutti gli altri lavoratori.
“Chi trasporta i nostri pasti sotto la pioggia, chi pulisce e cura le nostre case, chi inserisce i dati, chi risponde alla chiamata di una app a ogni ora del giorno e della notte oggi ha smesso di essere invisibile. Questi lavoratori vengono nominati, riconosciuti e protetti da una convenzione internazionale vincolante”, ha dichiarato Amanda Brown. Dirigente di un sindacato degli insegnanti del Regno Unito, Brown ha guidato il Gruppo dei Lavoratori della Conferenza che, insieme a governi e datori di lavoro dei 187 Stati membri, ha discusso la versione finale della nuova Convenzione 193 sul “Lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme”.
I tre gruppi, con voto schiacciante (406 a favore, 8 contrari), hanno adottato la Convenzione Ilo nell’Assemblea plenaria del 12 giugno, dopo due settimane di intense negoziazioni. Così la 114ma Conferenza internazionale del lavoro dell’Ilo si è conclusa con l’adozione delle prime norme internazionali volte a migliorare le condizioni di lavoro di milioni di persone che si guadagnano da vivere attraverso piattaforme di lavoro digitali. La nuova Convenzione sul lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme rappresenta un passo fondamentale negli sforzi globali tesi a garantire che l’innovazione tecnologica e i nuovi modelli di business vadano di pari passo con i diritti dei lavoratori, la concorrenza leale e la crescita economica sostenibile.
La Convenzione 193 affronta le questioni chiave per i lavoratori delle piattaforme, a partire dall’errato inquadramento. Frequentemente inquadrati come lavoratori “indipendenti”, che riceverebbero scarso o nessun supporto da parte del datore di lavoro, la Convenzione 193 richiede il corretto inquadramento dei lavoratori basato sui dati di fatto dello svolgimento del lavoro. “La Convenzione è sufficientemente ampia per garantire l’accesso ai diritti indipendentemente dall’inquadramento contrattuale. In altre parole, si applica a tutti”, ha affermato Sergio Jesús Guerrero Ornelas, un lavoratore delle piattaforme.
La Convenzione (C193) richiama gli Stati membri a garantire che i lavoratori delle piattaforme digitali godano dei diritti fondamentali sul lavoro, tra cui la libertà di associazione sindacale e contrattazione collettiva, la protezione dalla discriminazione, dal lavoro minorile e dal lavoro forzato, e il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e sano.
Riconoscendo sia le opportunità che le sfide create dalle piattaforme di lavoro digitali, la C193 estende i diritti precedentemente limitati ai lavoratori dipendenti anche a coloro che sono al di fuori di un formale rapporto di lavoro dipendente, anche in campi quali la sicurezza e la salute sul lavoro e la cessazione o disattivazione del rapporto di lavoro.
Incoraggia gli Stati membri a estendere una retribuzione adeguata a tutti i lavoratori, compresi quelli apparentemente “autonomi”. Inoltre, la Convenzione affronta questioni quali la protezione contro la violenza e le molestie, nonché la protezione dei dati e della privacy dei lavoratori. Stabilisce garanzie per l’uso responsabile di sistemi e algoritmi automatizzati, compresi requisiti di trasparenza e accesso a meccanismi di revisione delle decisioni.
La C193, una volta ratificata, si applica a tutte le piattaforme di lavoro digitale, ed estende le tutele principali a tutti i lavoratori delle piattaforme, indipendentemente da come il loro rapporto di lavoro è classificato dalle legislazione nazionali.
Nel discorso di chiusura della Conferenza, il Direttore generale dell’Ilo Gilbert F. Houngbo ha sottolineato l’importanza del risultato. “Eravamo consapevoli che gli occhi e le orecchie di milioni di lavoratori delle piattaforme di lavoro digitali erano puntati su di noi. Stavano aspettando i risultati di questi intensi giorni di deliberazione. Non potevamo deluderli, e voi avete dimostrato ancora una volta che l’Ilo rimane in grado di dare risposte al presente e al futuro del lavoro”.
Ora che l’Ilo ha adottato la Convenzione 193, gli Stati membri devono ratificarla. Per i sindacati comincia quindi l’impegno verso Parlamenti e governi per una rapida ratifica e per l’adozione di conseguenti legislazioni in ciascun Paese.
Per quanto riguarda in generale la Conferenza, va notato che per la prima volta la delegazione della Palestina ha partecipato ai lavori come “Stato osservatore non membro”, status riconosciuto dalla Conferenza dello scorso anno, condizione che ha consentito ai Palestinesi di esercitare gli stessi diritti di rappresentanza previsti per i Paesi membri, salvo il voto finale e la partecipazione agli organismi esecutivi. Il tentativo della delegazione di Israele di rimettere in discussione tale status è stato respinto a larga maggioranza dall’assemblea.
