
Con un comunicato diffuso lo scorso 9 luglio, il Coordinamento nazionale dell’aggregazione programmatica di maggioranza ‘Lavoro Società’ ha espresso la sua solidarietà e vicinanza al compagno Giacinto Botti per l’incredibile provvedimento disciplinare di cui è stato vittima, e la preoccupazione per lo stato della democrazia interna alla Confederazione e per l’operato dei suoi organismi di garanzia.
Infatti, come si legge nel comunicato, “la Commissione di Garanzia nazionale, annullando una decisione della Commissione di Garanzia Centro che non aveva disposto provvedimenti disciplinari su un analogo ricorso, in assenza di reali fatti nuovi, ha sanzionato la libera espressione politica interna alla Cgil”.
Il compagno Giacinto Botti ha ricevuto un provvedimento arbitrario di sospensione di tre giorni per aver denunciato politicamente la defenestrazione del compagno Andrea Gambillara dalla segreteria nazionale della Flai.
E’ bene ricordare che il compagno Andrea Gambillara, allora segretario nazionale della Flai, si è reso “colpevole” unicamente di aver dichiarato in maniera trasparente il suo intento di verificare la disponibilità di compagne e compagni della categoria a riprendere un percorso collettivo, statutariamente legittimo, con Lavoro Società. Un fatto che ha determinato la “perdita di fiducia” nei suoi confronti da parte del segretario generale, con l’azzeramento di tutti gli incarichi, l’estromissione dalla segreteria e la revoca dell’aspettativa sindacale. La categoria non si è nemmeno preoccupata di garantire il rientro del compagno al suo posto di lavoro, e l’azienda lo ha ricollocato a oltre duecento chilometri dalla sede originaria e dalla sua residenza…
Le decisioni degli organismi di garanzia su questo “caso”, ritenendo conforme a Statuto e regolamento il comportamento della Flai nazionale, rappresentano a nostro avviso un pericolosissimo precedente; non per Lavoro Società ma per la democrazia e la dialettica interna dell’intera Cgil.
La sanzione inflitta dalla Commissione nazionale di garanzia liquida la denuncia politica di questi fatti da parte del compagno Botti, all’epoca referente nazionale di Lavoro Società, come denigratoria nei confronti della segreteria nazionale della Flai. Ma l’esercizio della libertà di pensiero, di cui fa parte l’espressione del dissenso su atti di natura politica, è tutelato dallo Statuto Cgil (articolo 4), e ancor di più dalla legislazione ordinaria dello Stato in applicazione del principio costituzionale.
Riteniamo gravissimo, e pregiudizievole della vita democratica della Cgil, confondere la “libertà di pensiero” che è un principio costituzionale, con un’azione considerata “denigratoria o diffamante” che è un reato penale caratterizzato da elementi precisi e circostanziati (che mancano del tutto nel deliberato della Commissione di garanzia). Quando si determina questa “confusione”, per un uso legato alle contingenze del momento, per superficialità, ignoranza o sottovalutazione, si commette un grave errore, pericoloso per il singolo che lo subisce (oggi Botti) ma anche per un’intera collettività, Lavoro Società e la Cgil tutta.
Usare il concetto della diffamazione per reprimere il diritto di critica è, esso stesso, un reato.
“Vogliamo financo soprassedere su espressioni utilizzate come ‘macchina del fango’ – continua il comunicato di Lavoro Società – Questa espressione utilizzata (dalla segreteria nazionale Flai, ndr) tradisce il tentativo di spostare la discussione dalle responsabilità di chi decide che non ci può essere pluralismo programmatico, se questo non è gradito al segretario generale di turno, a chi ha subito la conseguenza autoritaria di questo principio. Quando chi ha la maggioranza di un organismo sceglie di utilizzarla contro chi maggioranza non è, mette in discussione la natura democratica e plurale della più grande organizzazione di massa del nostro Paese”.
“Pensiamo che il compagno Giacinto Botti – continua il comunicato – abbia fatto bene a denunciare, a nome di tutte e tutti noi, quello che è accaduto in Flai nazionale al compagno Andrea Gambillara, il significato politico degli accadimenti e la torsione autoritaria che si sta affermando nella lotta politica interna alla Cgil”.
Secondo il Coordinamento nazionale di Lavoro Società, “quello che oggi si rivolge nei confronti del compagno Giacinto Botti è questione di Lavoro Società e non solo. Gli argomenti utilizzati, le interpretazioni date dello Statuto, le sanzioni adottate sono pericolose per tutta la Cgil e per ogni parte di essa”.
La redazione di Sinistra Sindacale si unisce alla solidarietà verso il compagno Botti, e verso compagne e compagni che hanno subito o subiscono ingiuste e illegittime discriminazioni per il solo manifestare posizioni diverse da quelle predominanti.
(vedi altri articoli su Sinistra sindacale n. 3/2026 del 16 febbraio https://www.sinistrasindacale.it/2026/02/15/scarica-il-numero-03-2026-in-pdf/)
