
Da anni i cittadini di Roma Ovest si battono per recuperare otto ettari di verde pubblico nella riserva naturale della Valle dei Casali. Si è costituito un Coordinamento per l’uso pubblico della valle composto da diciotto associazioni, tra le quali anche la Lega Spi Cgil di Roma XII.
La riserva naturale della Valle dei Casali è un’area di grande importanza non solo ambientale ma anche storica e architettonica. La storia della riserva ha inizio con il Casale Consorti, databile alla prima metà del XVII secolo, e la Villa York. Quest’ultima è il gioiello di tutta l’area, esempio sei-settecentesco di villa romana suburbana inserita nel suo originario contesto agricolo comprendente un ninfeo e una grande scalinata che scende verso i campi. Fu costruita tra il 1676 e il 1695 su progetto degli architetti Rainaldi e De Rossi per il marchese Baldinotti. Prende il nome dal cardinale duca Clemente di York, figlio del re Giacomo d’Inghilterra, che ne fu proprietario dal 1804 al 1807. Dopo vari passaggi di proprietà, passò alla Federconsorzi che continuò l’attività agricola fino al secondo dopoguerra.
Altro edificio d’interesse è l’eclettico complesso del Buon Pastore realizzato tra il 1929 e il 1933 su progetto di Armando Brasini, punto di riferimento visivo di tutta l’area. Continuando verso sud si incontra il Forte Bravetta, costruito tra il 1877 e il 1883, tristemente famoso per i partigiani romani che lì furono fucilati tra il 1943 e il 1944, e che per questo ha un profondo valore per gli antifascisti e democratici romani.
La Valle dei Casali, circa quattrocentocinquanta ettari, dopo varie vicissitudini e appelli, tra cui quelli di Antonio Cederna già dal 1977, venne dichiarata Bene Paesaggistico d’insieme di notevole interesse pubblico. In seguito alla creazione del sistema delle aree naturali protette gestite dall’ente regionale Roma Natura, Valle dei Casali entra a farne parte.
La battaglia dei cittadini
Ha inizio un calvario a partire dal 2009, anno in cui la giunta Alemanno votò il definanziamento di circa 3,3 milioni di euro destinati all’acquisizione della settecentesca Villa York e del suo parco di cinquanta ettari. Questa scelta del sindaco Alemanno consentì che Villa York fosse acquisita da privati. Così si è arrivati alla situazione attuale in cui il 95% della riserva naturale risulta di proprietà privata tranne l’area dei “Martiri di Forte Bravetta”, ceduta dal demanio al Comune, ed un’area di circa otto ettari di proprietà della Città metropolitana, attualmente occupata abusivamente da un finto contadino che ha tentato di entrarne in possesso utilizzando il procedimento dell’usucapione.
Solo la mobilitazione dei cittadini, inizialmente organizzata dal Comitato per l’uso pubblico della Valle dei Casali, ha convinto la Provincia (ora Città metropolitana) a ricorrere in giudizio contro l’occupante abusivo della sua proprietà di cui s’erano perse le tracce nei meandri della burocrazia. La Provincia, spalleggiata dai cittadini, ha vinto tutte le cause contro l’occupante fino al giudizio in Cassazione.
Dopo sedici anni di mobilitazioni oggi si fa concreta la possibilità di terminare l’occupazione abusiva e di restituire alla comunità l’area del parco. Nel frattempo il Municipio XII ha creato un percorso ciclopedonale che dal quartiere di Bravetta raggiunge il Casaletto nei pressi di Villa Pamphili, la più grande villa romana. Con il ritorno al pubblico dell’area verde occupata abusivamente e l’istituzione di un parco pubblico, si creerebbe una naturale continuità tra il parco di Forte Bravetta, quello della Valle dei Casali e Villa Pamphili.
Per la realizzazione di questo progetto continua la mobilitazione delle associazioni e dei cittadini, sostenuti anche dallo Spi Cgil Roma XII, che hanno chiesto alle istituzioni, Comune, Città metropolitana e Municipio di costituire un tavolo per seguire le misure ed i lavori necessari da eseguire per la piena fruibilità da parte dei cittadini del parco della Valle dei Casali, e la creazione di una associazione di scopo che, con la definizione di un patto di collaborazione, possa temporaneamente essere presente con iniziative come il presidio attivo in attesa di definire la ristrutturazione e il futuro utilizzo e gestione della riserva.
