Dal 7 al 13 settembre prossimi, al Parco della Torre di Tor Marancia, a Roma, torna “Arene Decoloniali”, il festival promosso da Un Ponte Per e dedicato quest’anno ai femminismi del Sud del mondo. Non una semplice rassegna cinematografica, ma una settimana di film, incontri, laboratori, musica e socialità per guardare il mondo da un’altra posizione: non dal centro dell’Europa, ma dai luoghi in cui colonialismo, razzismo, patriarcato e sfruttamento si sono intrecciati e continuano a produrre disuguaglianze.
Parlare di decolonialità significa anche fare i conti con la rimozione del colonialismo italiano, delle guerre in Africa, delle stragi, dei campi di concentramento, delle leggi razziste, del mito auto-assolutorio degli “italiani brava gente”. Una memoria negata che pesa ancora sul modo in cui guardiamo le migrazioni, il Mediterraneo, la Palestina, l’Africa, la cooperazione internazionale.
Il tema scelto per il 2026 è particolarmente importante. La parola femminismo è entrata con forza nel dibattito pubblico, ma spesso resta prigioniera di un immaginario occidentale, bianco, urbano, di classe media. Si parla di diritti, autonomia, libertà, ma raramente si ascoltano le donne che vivono nei contesti segnati dalla storia coloniale e postcoloniale: donne palestinesi, saharawi, africane, latinoamericane, indigene, diasporiche, migranti o figlie delle migrazioni.
“Arene Decoloniali” parte da qui: dalla necessità di riconoscere che non esiste un unico femminismo e che la liberazione delle donne non può essere separata dalle lotte anticoloniali, antirazziste, sociali e di autodeterminazione dei popoli.
È una questione culturale, ma anche politica. Il colonialismo non è stato soltanto occupazione militare, dominio politico o sfruttamento economico. Ha prodotto gerarchie, saperi, immagini, categorie mentali. Ha deciso chi poteva parlare e chi doveva essere raccontato; chi era soggetto della storia e chi semplice oggetto di studio, compassione o intervento umanitario.
Per questo Arene Decoloniali propone opere di registe e autrici del Sud globale e delle diaspore, spesso fuori dai circuiti mainstream, intrecciandole con discussioni pubbliche, dialoghi con studiose e attiviste.
Il programma attraverserà molte geografie e molte forme di resistenza.
La settimana si aprirà lunedì 7 settembre con una riflessione su femminismi e decolonialità e con “Fragments for Venus” di Alice Diop e “Surname Viet, Given Name Nam” di Trinh T. Minh-ha.
Nei giorni successivi il percorso toccherà Angola, Etiopia, Somalia, Sahara Occidentale, Palestina, America Latina e Caraibi, con opere di Pocas Pascoal, Tamara Mariam Dawit, Tezeta Abraham, Haile Gerima, Mónica Taboada-Tapia e una selezione di corti dal Queer Cinema for Palestine. Domenica 13 settembre chiuderà il percorso una giornata sui femminismi indigeni e l’America Latina, con l’intervento attesissimo di Françoise Vergès.
“Arene Decoloniali” parlerà anche alle persone più giovani. In un’area dedicata al gaming sarà possibile provare “Relooted”, videogioco costruito attorno a una missione esplicita: recuperare dai grandi musei occidentali i beni culturali trafugati dall’Africa durante la colonizzazione e restituirli alle comunità a cui appartengono. È un modo diverso e accessibile per avvicinarsi a temi come memoria, restituzione e riparazione.
Alla fine della settimana sarà assegnato il Premio “Arene Decoloniali”, istituito per riconoscere il contributo del cinema alla diffusione di prospettive femministe e decoloniali.
Il premio consisterà in un’opera d’arte realizzata per l’occasione.
La scelta del Parco della Torre di Tor Marancia, in una zona di edilizia popolare, non è secondaria. “Arene Decoloniali” vuole essere un luogo di discussione, ma anche uno spazio popolare, aperto, attraversabile. Ogni giorno dalle 18 alle 24: incontri, proiezioni, musica, cibo di cucine non europee, birra, accessibilità per le persone con disabilità, sottotitoli anche per i film italiani e traduzione nella lingua dei segni per le presentazioni.
Una occasione per trascorrere al fresco in una cornice verde sotto una torre medioevale una serata piacevole nell’ultimo scampolo di estate.
Tutto il programma su https://unponteper.it/it/arene-decoloniali-programma-2026/