
Un’edizione da record, per numeri, partecipazione, qualità degli incontri e capacità di coinvolgere la città. La quindicesima edizione di ‘Trame. Festival dei libri sulle mafie’, che dal 16 al 21 giugno scorsi ha riportato Lamezia Terme al centro del dibattito nazionale su mafie, giustizia, diritti, democrazia, informazione e responsabilità civile.
Il tema scelto, “Terra e libertà”, ha attraversato l’intero programma come filo conduttore: la terra come appartenenza, diritto, memoria e possibilità di riscatto; la libertà come bene da difendere ogni giorno contro sopraffazione, corruzione, violenza mafiosa, disuguaglianze, guerre e nuove forme di dominio.
Per sei giorni ‘Trame’ ha trasformato piazze, palazzi, chiostri, biblioteche, spazi culturali, luoghi di transito e presìdi civici in una grande agorà pubblica. Non solo libri, ma anche inchieste giornalistiche, documentari, spettacoli teatrali, mostre, installazioni, incontri con magistrati, giornalisti, scrittori, studiosi, amministratori, artisti, attivisti, associazioni e cittadini. I numeri raccontano una crescita significativa, a cui si aggiunge una partecipazione costante in tutte le giornate, il record di volontarie e volontari (circa cento), una presenza sempre più ampia di pubblico, una forte attenzione del mondo dell’informazione e una straordinaria diffusione sui social. In quest’ultimo ambito la crescita è stata esponenziale: oltre 800 contenuti pubblicati, circa 1,4 milioni di visualizzazioni (1 maggio – 22 giugno), più di 44mila interazioni, 206mila visualizzazioni video. La quindicesima edizione ha confermato la vocazione di ‘Trame’, quella di raccontare le mafie non come fenomeno chiuso nel passato, ma come potere vivo, mutevole, capace di infiltrarsi nell’economia, nella politica, nell’informazione, nei mercati globali, nei territori fragili e nelle zone grigie della società. Il programma ha affrontato le mafie italiane e transnazionali, la criminalità organizzata albanese, le infiltrazioni nel Nord Italia ed all’estero con un focus specifico sulla Germania, il dominio patriarcale nelle organizzazioni criminali, il rapporto tra mafie e informazione, le ecomafie, il gioco d’azzardo, il narcotraffico, i beni confiscati, il lavoro, il turismo, la povertà, le migrazioni, la guerra, la giustizia negata e la memoria delle vittime. Un lavoro culturale ed educativo, quello del Festival e della Fondazione che lo promuove, a sostegno delle denunce degli imprenditori, dei commercianti, dei professionisti che rifiutano di sottostare al pizzo, dell’associazione antiracket che li organizza e si costituisce parte civile al loro fianco nei processi, del Comune che al tempo della prima edizione (sindaco Gianni Speranza) aveva scelto chiaramente da che parte stare, delle forze di polizia e della magistratura impegnate nelle indagini e nei processi. Un lavoro per niente semplice, alle radici della comunità, in una realtà che pur avendo subito tante ferite è rimasta spesso senza verità e giustizia e per lungo tempo, in larga parte, ha preferito rimuoverne il ricordo.
Negli anni il festival, evento temporaneo che accendeva i riflettori sulla città e la Calabria, sulle mafie in Italia e nel mondo, sulle storie e i loro protagonisti solo per alcuni giorni all’anno, rischiava di essere relegato nell’effimero. E così è nato il percorso paziente che la Fondazione ha condotto nelle scuole, con il progetto ‘Trame a scuola’, raggiungendo sempre più alunni, classi, istituti e comuni così come libri e autori. Si è calcolato che in dieci anni abbiano partecipato agli eventi di ‘Trame a scuola’ oltre diecimila ragazze e ragazzi.
E poi il ‘Civico Trame’, luogo di incontro, sportello antiracket, biblioteca intitolata a Giancarlo Siani, snodo del Sistema Bibliotecario del Lametino, sede di mille iniziative 365 giorni all’anno. Negli ultimi tempi questa attività costante ha riguardato molti altri aspetti delle attività della Fondazione: ‘Trame in città’ con mostre ed installazioni in tanti altri luoghi (dall’aeroporto internazionale alla stazione centrale, dal Tribunale al mercato di Piazza Botticelli, da Piazza Mazzini alla casa del tempo). Le incursioni oltre Lamezia si sono moltiplicate, da Milano a Torino, da Roma a Napoli, da Lecce a Salerno, da Cosenza a Catanzaro e Reggio.
Il nostro sito dallo scorso anno ha cambiato volto: in un unico luogo si può accedere a tutte le edizioni del festival, conoscerne gli ospiti, gli eventi, i libri, i video. Essere informati quotidianamente sulle attività della Fondazione e consultare un archivio ad accesso registrato con sentenze, documenti, articoli di vicende relative alla criminalità lametina e calabrese in continuo aggiornamento.
E’ aumentato il sostegno diretto dei cittadini attraverso le raccolte fondi sulle principali piattaforme nazionali. Questo aggiungere non è un dato quantitativo, ma l’opposto, la costruzione di una comunità nella quale ci si possa sentire partecipi e protagonisti, unire voci che possano farsi sentire sempre più chiaramente, utilizzando linguaggi che possano parlare anche ai più distratti e lontani.
