Capodanno in mare per la Flai Cgil, che sfida l’Atlantico per portare cibo a Cuba - di Frida Nacinovich

Babbo Natale quest’anno non ha le renne, ma guida un bastimento lungo le rotte atlantiche. E la Befana sulla sua scopa gli fa da scorta. Tutti i personaggi cari ai bambini, quelli delle fiabe della tradizione popolare, sono idealmente al fianco della nave carica di generi alimentari che sta per arrivare a Cuba. Una traversata di migliaia di chilometri, per portare la solidarietà della Flai-Cgil a un popolo sottoposto a un sempre più inspiegabile embargo, che gli Stati uniti mantengono da più di sessant’anni.

Il 2022 sarà anche l’anno di un rinnovato legame con Cuba, un’amicizia che non ha paura di mostrarsi agli occhi di un mondo globalizzato a senso unico. Il sindacato vuole così sfidare l’odioso bloqueo, pensato e messo in pratica con l’unico obiettivo di soffocare l’economia dell’isola socialista.

Le nubi nere che si addensano sulle tante zone di conflitto nel pianeta dimostrano una volta di più il sostanziale fallimento di un sistema economico finanziario predatore. Se il migliore dei mondi possibili, quello dei ‘non ci sono alternative’, provoca tempeste non solo climatiche ma anche sociali sempre più violente, la Flai è orgogliosa di nuotare contro corrente. Sfida le onde dell’Atlantico per aiutare concretamente il popolo cubano. Una nazione che anche nelle fasi più acute della pandemia ha elaborato, prodotto e messo a disposizione di tutti un vaccino risultato assai efficace.

E fra le belle cartoline di anni drammatici, c’è anche quella dei trentotto medici della brigata ‘Henry Reeve’, arrivati all’aeroporto di Torino per aiutare l’Italia a combattere il Covid 19, quando ancora le cure realmente efficaci, vaccini in primis, erano lontane. Una task force di sanitari esperti, pronti ad offrire il loro aiuto nelle situazioni più drammatiche, intitolata proprio ad un cittadino statunitense che combatté per l’indipendenza di Cuba.

Il grazie della Flai è rappresentato da venti tonnellate di riso e legumi che hanno raggiunto il porto di Mariel, nell’isola caraibica. Il Sntiap, gemello cubano del sindacato italiano dell’agroindustria - in accordo con l’ente locale, la provincia di Artemisia - distribuirà i generi alimentari, partiti dalla Toscana, dal porto di Livorno.

Per la Flai quello con Cuba è un rapporto che dura da decenni, un legame affettivo che resiste, anche di fronte alle evoluzioni/involuzioni della geopolitica. Un’amicizia, per dirla con le parole del segretario generale Giovanni Mininni, “fatta di solidarietà, nel solco di quell’internazionalismo che ha reso grande il movimento operaio nel mondo”. Un rapporto di “unidad y compromiso” per sostenere una causa che la sinistra italiana ha sempre difeso. A tal punto che le magliette con l’effige del Che o con la bandiera dell’isola continuano ad essere vendute e acquistate anno dopo anno. Un evergreen per generazioni vecchie e nuove, con il cuore che batte dalla parte giusta.

Fra i progetti avviati dai due sindacati dell’agroalimentare a L’Avana c’è un orto all’interno della struttura “Benjamín Moreno”, un centro medico psicopedagogico specializzato. L’orto ha una funzione terapeutica e di autoproduzione, di grande beneficio per i pazienti del centro. L’iniziativa della Flai ha anche un valore simbolico, visto che l’embargo sotto l’amministrazione di Donald Trump è diventato, se possibile, ancora più duro, cercando di impedire la stessa possibilità di acquistare alimenti. Misure non cancellate, nonostante le promesse elettorali, da Joe Biden: Washington ha ignorato con arroganza l’ennesima condanna dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, che esige di porre fine a questo disumano procedimento.

Uno dei medici più giovani della brigata ‘Henry Reeve’, arrivato in Italia l’anno scorso per la sua prima missione, ha detto: “Voy a ofrecer mi corazòn” (vi offrirò il mio cuore). Ad ogni chiamata di aiuto Cuba risponde con cooperazione e solidarietà. Un semplice grazie non era sufficiente, ecco così che la Flai ha dato solidarietà concreta inviando a Cuba un po’ dell’Italia migliore. Prodotti dei campi, quel made in Italy di qualità che è eccellenza anche perché rispettoso dell’ambiente e delle persone. Una reale alternativa a un sistema globalizzato a senso unico, che permette nefandezze come l’embargo all’isola socialista. Babbo Natale porta regali, la Befana ha scaricato il carbone, Sntiap e Flai possono brindare insieme al nuovo anno.

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