Un nuovo atto nella "vertenza Roma” - di Mimmo Dieni

Lunedì primo febbraio la piazza del Campidoglio si è di nuovo riempita di lavoratori e lavoratrici. Lavoratori degli appalti Ama per la raccolta porta a porta che hanno visto centinaia di posti di lavoro tagliati nel 2020, e altrettanti posti a rischio per il 2021. E lavoratori della Multiservizi ridotti ormai in povertà e dal futuro sempre più oscuro, insieme a famiglie con disabili che vedranno un drastico taglio delle ore di assistenza.

Tutto ciò se passerà un bilancio comunale che prevede pesanti tagli al sociale (si parla di almeno 43 milioni di euro) e di tagli ai servizi alle famiglie, al sostegno all’occupazione, alle politiche abitative, e agli aiuti alle famiglie in difficoltà. Un bilancio che toglie risorse ai servizi, ai nuovi poveri che sono aumentati - gli accessi alla Caritas sono cresciuti di circa il 100% - e sono senza prospettive, e che non fa investimenti sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, con il rischio concreto di lasciare a piedi circa 3mila persone impiegate nel sociale.

Dal palco allestito al Campidoglio i segretari regionali di Cgil Cisl Uil hanno chiesto ancora una volta un tavolo di confronto sulle emergenze della città. Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, ha attaccato frontalmente l’amministrazione Raggi e un bilancio che ha creato non pochi malumori e mal di pancia anche all’interno della stessa maggioranza monocolore grillina. “Per Raggi non c’è stata la pandemia. Abbiamo una città che sta perdendo occupazione, e un’amministrazione che non è in grado né di organizzare gli aiuti né di dare lavoro con le sue partecipate”.

L’attenzione dei media si è però incentrata su un pupazzo con una corda al collo, che a detta di molti politici e anche di un sindacalista della Cisl, che hanno condannato il gesto, rappresentava una sindaca Raggi da impiccare. In realtà il pupazzo aveva indosso la tipica uniforme dei lavoratori in appalto della nettezza urbana, spinti alla disperazione. Anche una lavoratrice (che certo non assomigliava nemmeno lontanamente alla sindaca) si è presentata in piazza con un nodo scorsoio al collo, a dimostrazione della drammatica situazione in cui si trovano lavoratori e cittadini privati di ogni prospettiva.

Ma, come faceva notare a posteriori un manifestante, per i politici dei palazzi non fanno certo notizia la disperazione e la solitudine sociale di settori sempre più ampi, e una crisi che morde le condizioni anche minime di sopravvivenza di tante persone. La mobilitazione continua.

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