Lotta per il clima dallo sciopero globale del 19 marzo alla Cop 26 - di Simona Fabiani

Il prossimo 19 marzo si terrà il primo sciopero globale per il clima del 2021. Gli attivisti si mobiliteranno, rivendicando un’azione concreta e immediata per il clima e “Niente più vuote promesse”. La Cgil, come ha sempre fatto in tutti gli scioperi globali per il clima, sostiene questa mobilitazione e dovrebbe essere parte attiva, con le proprie strutture, delle iniziative digitali e in presenza che verranno organizzate dai gruppi locali di #FFF, in tutta Italia, nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid 19.

Le modalità di mobilitazione in sicurezza difficilmente consentiranno di avere l’impatto mediatico degli scioperi pre-Covid, proprio in un momento in cui invece è vitale che il movimento della giustizia climatica riesca a imporre un’accelerazione e un innalzamento delle ambizioni alla politica, all’economia e alla finanza, sottraendo potere al mercato, ai profitti, e a quella politica piegata agli interessi di pochi.

La prima opportunità per mettere in atto azioni concrete per il clima nel nostro paese è il Pnrr. Con il Piano, entro aprile il nuovo governo dovrà definire le riforme, le missioni e i progetti per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 rispetto al 1990 e di neutralità climatica al 2050, destinando almeno il 37% delle risorse complessive alla riconversione verde.

Nel suo discorso alle Camere, Mario Draghi ha richiamato più volte il Pnrr che era stato scritto dal governo Conte II, dicendo che ripartirà da quel testo, che sarà rivisto e modificato. Al Piano nazionale di ripresa e resilienza del precedente governo mancava completamente la visione della profonda trasformazione necessaria per garantire la decarbonizzazione di tutti i settori dell’economia, l’adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico già in atto, la riduzione dell’inquinamento, la tutela e il ripristino degli ecosistemi, il passaggio da un’economia lineare all’economia circolare, l’uso sostenibile e la protezione delle risorse idriche e marine, la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi e la giusta transizione.

Per alcuni di questi obiettivi i progetti erano inadeguati, per esempio per quanto riguarda gli investimenti nelle energie rinnovabili e per la mobilità sostenibile. Altri, come la tutela e il ripristino degli ecosistemi e la giusta transizione, non erano nemmeno citati. Mancava la valutazione dell’impatto occupazionale delle singole misure proposte, così come mancava una valutazione sul contributo alla riduzione delle emissioni. Fra l’altro il documento faceva ancora riferimento agli obiettivi del vecchio Pniec, non adeguati ai nuovi target di decarbonizzazione previsti dal green deal europeo, così come era solo accennata una riforma fiscale in senso ambientale che deve prevedere l’eliminazione, seppur graduale, di tutti i sussidi alle fonti fossili ed ecologicamente dannosi.

Dal primo dicembre 2020 l’Italia ha assunto la presidenza del G20, il 22 e 23 luglio si svolgerà a Napoli il vertice ministeriale su ambiente, clima ed energia, e il 30 e 31 ottobre a Roma il vertice dei leader del G20. A novembre si terrà a Glasgow la 26esima Conferenza delle parti sul Clima sotto la presidenza del Regno Unito con la co-presidenza italiana. In preparazione della Cop, si svolgeranno a Milano due eventi: dal 28 al 30 settembre il Youth4climate, e dal 30 settembre al 2 ottobre la pre-Cop.

Le scelte del nuovo governo nel Pnrr e per l’utilizzo dei Fondi europei 2021-2027 saranno strategiche per il futuro del nostro Paese, così come il ruolo dell’Italia potrebbe essere strategico per gli impegni di azione globale per il clima, prima in sede di G20 e poi a livello globale nella Cop26.

Il ruolo del sindacato e della società civile possono essere determinanti in questa fase, ma vanno rafforzate alleanze, collaborazioni e interazioni, soprattutto alla luce del fatto che non sono più possibili le mobilitazioni oceaniche del passato, e che dobbiamo sperimentare nuove forme di pressione mediatica e politica se vogliamo affermare un radicale cambiamento di sistema, equo e rispettoso di tutti gli esseri viventi e del pianeta in cui viviamo.

In questo contesto la Cgil, anche con Cisl e Uil, sta ragionando con il movimento #FFF, con le associazioni ambientaliste, i movimenti per la giustizia climatica e con i sindacati internazionali, a partire dalle nostre analisi fra cui il documento “Dall’emergenza al nuovo modello di sviluppo”, il documento di analisi del Pniec e la piattaforma unitaria per la giusta transizione. L’obiettivo è quello di concordare iniziative di confronto e di mobilitazione in tutto il periodo che precederà la Cop26, a partire proprio dallo sciopero del 19 marzo, per rivendicare la nostra idea di giusta transizione che coniughi giustizia ambientale, climatica e sociale, equità intergenerazionale, rispetto dei diritti umani, diritto universale alla salute e raggiungimento di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030, compresa la piena occupazione di qualità.

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