è ora di sfidare la storia americana: vincere nel 2022! - di Peter Olney e Rand Wilson

Il trionfo negli Stati campo di battaglia nelle elezioni presidenziali del 2020, e la storica vittoria in Georgia per il Senato, stanno velocemente diventando fugace memoria. L’attenzione dell’opinione pubblica si è spostata sull’agenda di Biden per la pandemia e la giustizia economica.

Se la politica è “l’arte del possibile” questo è un momento topico per i sogni e le aspirazioni di molti di noi. Molti progressisti stanno sperando nella possibilità che, con una forte spinta da sinistra, la maggioranza democratica al Congresso e l’amministrazione Biden vogliano promuovere e far passare la legge “Protezione del nostro diritto ad organizzarci” (Pro Act). Questa legge ripristinerebbe la possibilità dei sindacati di impegnarsi in scioperi indiretti o di solidarietà, e rafforzerebbe la possibilità per i sindacati di organizzare il 93% dei lavoratori del settore privato, ora senza protezioni sindacali.

Biden ha promesso di firmare la legge se passata dal Congresso. Il Pro Act è recentemente passato alla Camera con sei repubblicani che hanno cambiato schieramento votandola. Ora la sfida è di farla passare al Senato. Però, se i democratici non decidono di eliminare “l’ostruzionismo” che richiede che tutte le leggi nel Senato debbano ricevere 60 voti, allora il Pro Act è morto, perché i democratici hanno solo 50 voti al Senato.

Tenendo in mente questo, non è troppo presto per cominciare a pianificare le elezioni di medio termine del Congresso del 2022. Ci sono sei seggi senatoriali repubblicani potenzialmente vulnerabili e acquisibili dai democratici. Vincere questi seggi sarà un compito monumentale, e sfiderà la storia dei risultati di medio termine per il partito al governo.

Il partito del presidente in carica storicamente riceve una sonora bocciatura nelle elezioni di medio termine. Un’eccezione c’è stata nel 1934, quando il partito Democratico di Franklin Delano Roosevelt trionfò, con guadagni di seggi al Congresso a due anni del suo primo mandato, che aveva reso possibile l’approvazione della legislazione più progressista di sempre, il New Deal. Però i risultati delle elezioni del 2020, sia alla Camera che al Senato, non fanno ben presagire per il 2022: anzi una vittoria sembra quasi impossibile. Cosa possono fare l’amministrazione Biden e il ristretto controllo democratico del Congresso prima del 2022 per dare qualche speranza di sfidare la storia?

Meglio non lasciare questo compito ai moderati. I sindacati e la sinistra devono muoversi compatti per premere Biden e il Congresso ad attuare sufficienti cose buone da infiammare le famiglie dei lavoratori, e ripristinare la loro fiducia su quello che può essere conquistato con maggiori margini alla Camera e al Senato. Biden ha avuto una buona partenza, con il pieno finanziamento del pacchetto di stimoli di 1.900 miliardi di dollari approvato e controfirmato in legge. Stanno ora arrivando nella maggior parte delle famiglie americane assegni di 1.400 dollari e aiuti per la pandemia.

Alcuni altri obiettivi acquisibili a breve termine sono: condonare i primi 50mila dollari di debito studentesco (può passare con un decreto presidenziale); finanziamento di 3mila miliardi di dollari per le infrastrutture (è possibile, ma non ancora assicurato, un sostegno bipartisan); mettere nella corsia veloce il salario minimo orario di 15 dollari (il senatore Sanders si è impegnato a trovare una modalità).

Nel suo terzo giorno in carica nel 2017, Donald Trump invitò alla Casa Bianca la North American Building Trades Unions (sindacato degli edili, ndt). Poi i leader sindacali mostrarono apprezzamento per il presidente, perché si aspettavano che avrebbe investito in infrastrutture e messo al lavoro migliaia di lavoratori sindacalizzati delle costruzioni. Invece non hanno avuto infrastrutture, ma un attacco potenzialmente rovinoso ai loro programmi di apprendistato, e sono rimasti bloccati ai salari prevalenti a livello locale, come definito dalla legge Davis-Bacon del 1931 per i lavoratori delle costruzioni.

Al contrario, Biden ha nominato ministro al Lavoro il sindaco di Boston, Marty Walsh. Walsh viene dalla Laborers Union ed è stato a capo del Boston Building Trades mentre era deputato in Massachusetts. Si è battuto per azioni positive in assunzioni e licenze di guida per immigrati senza documenti. Walsh piace molto alla classe operaia bianca. Se Biden si comporta bene sulla sua proposta di investire 3mila miliardi in infrastrutture, c’è il potenziale per mobilitare centinaia di sindacalisti delle costruzioni come “brigate elettorali” nelle elezioni di medio termine del 2022.

Il salario minimo a 15 dollari è ben appoggiato da tutte le componenti della base democratica, ma sembra che i democratici vicini alle imprese abbiano affossato questa campagna nascondendosi dietro le regole parlamentari del Senato, secondo cui una crescita del salario minimo non può far parte della “riconciliazione sul bilancio”. I democratici fortunatamente porteranno comunque al voto sulla paga minima di 15 dollari, e useranno l’opposizione dei repubblicani come una clava nelle elezioni di medio termine.

Ora, cosa farà il movimento sindacale? Novembre 2022 è a meno di due anni. I sindacati che hanno dispiegato gli affiliati a fare campagna negli Stati campo di battaglia hanno ripetutamente dimostrato di ottenere elevati successi. Questa strategia deve essere amplificata. Le “brigate elettorali” sindacali devono essere reclutate e spedite dove necessario a rinforzare le esistenti campagne sostenute dal lavoro, in modo che i democratici possano conquistare i seggi necessari al Congresso. Con una vaccinazione sufficiente, e una migliore gestione della pandemia, si spera che il lavoro porta a porta sarà ancora più fattibile.

Sollecitazioni da affiliato a affiliato sono ideali se ospitate da sindacalisti locali o dall’insieme dell’organizzazione sindacale. Non ci sono modi migliori per costruire alleanze di comunità, e in particolare con comunità di colore, che stare fianco a fianco indossando i colori del nostro sindacato e portando i nostri cartelli. Un successo di larga scala richiede che si inizino ora il reclutamento e la pianificazione. L’effervescente miscela di attivisti sindacali, giovani e persone di colore vista nel 2020 può essere rivitalizzata per il 2022. Il fallimento di questa azione rischia una rivincita trumpista. La nostra capacità di essere efficaci nel 2022 dipende dalla nostra capacità di spingere ora l’amministrazione Biden a fare le necessarie riforme economiche per convincere milioni di persone a liberarsi dalle grinfie dell’estremismo repubblicano.

Questa è una vera prova per i democratici, e non possono permettersi di perderla. Il partito deve accoglierla e rompere con l’élite finanziaria e imprenditoriale che mette l’eccesso di profitti e ricchezze davanti al bene del Paese. E un programma economico di questo tipo, se correttamente strutturato, impatterà in tutti i settori della popolazione americana, per migliorare la qualità della nostra vita e promuovere la passata effimera unità così difficile da conquistare.

Con straordinaria rilevanza, il 28 febbraio il presidente Biden ha dato il più grande sostegno di sempre ai lavoratori del magazzino Amazon dell’Alabama in lotta per potersi affiliare al sindacato. Ha twittato un video della Casa Bianca in cui diceva che i lavoratori devono essere in grado di prendere le loro decisioni nelle elezioni sindacali, senza pressioni da parte dei loro supervisori e manager.

Questo sostegno era ovviamente indirizzato ai lavoratori Amazon impegnati nel voto di certificazione della presenza sindacale in un enorme centro di distribuzione a Bessemer, in Alabama. Anche se Biden non ha menzionato Amazon, si è riferito ai “lavoratori in Alabama” che stanno affrontando un voto “di vitale importanza” nelle prossime settimane. Ha detto che i sindacati “fanno progredire i lavoratori, sia sindacalizzati che non, e specialmente i lavoratori neri e di colore”. E’ stato il più forte sostegno di un presidente in carica a memoria della nostra vita.

Speriamo che Biden voglia ripeterlo molte volte tra adesso e novembre 2022. Questo rafforzerà il nostro lavoro di reclutamento di attivisti sindacali, per contattare e convincere gli elettori che i loro voti aiuteranno alla fine a ottenere risultati differenti.

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