La vaccinazione a rilento degli over 80: un inaccettabile cinismo pseudo darwiniano, già praticato con le Rsa lo scorso anno - di Michele Lomonaco

Intervento al Direttivo nazionale della Cgil del 23 marzo scorso. 

Una considerazione in corso d’opera su quella che considero la priorità assoluta del momento, cioè la vaccinazione degli over 80. Lo sguardo è quello di un cittadino di una regione, la Lombardia, che è senz’altro la più disgraziata sul versante della capacità di affrontare questa disastrosa pandemia Covid.

E’ di dominio pubblico, è patrimonio informativo di tutti che l’età media dei deceduti è di 81 anni, la stragrande maggioranza dei ricoveri in terapia intensiva e negli ospedali Covid riguarda gli over 80, è maggioritaria la fascia degli ultra ottantenni che impegna ambulanze, pronto soccorso e medici di medicina generale e Usca per insorgenza di sintomi Covid.

A fronte di queste semplici constatazioni sembrerebbe a chiunque inevitabile (e infatti così recitano le disposizioni nazionali) affrontare l’attuale fase vaccinale con una rapida ed efficiente copertura integrale di quelli che sono i più esposti per età e per co-morbilità al Covid. Avremmo benefici certi e tangibili per tutta la società: una rapida caduta dei decessi (e scusate se è poco) - su oltre 100mila morti, 60mila sono over 80 (60%) - un abbattimento drastico dei ricoveri in terapia intensiva e negli ospedali, un ritorno a parametri più normali del ricorso ad ambulanze, pronto soccorso, medici di base e Usca. Quest’ultimi, se impiegati meno a fare tamponi, potrebbero incrementare le vaccinazioni a domicilio oggi episodiche.

Ebbene, a fronte di quanto, di quasi ovvio, sin qui sostenuto, nella mia regione, la Lombardia, e anche in altre regioni, la vaccinazione degli over 80 non solo è andata molto a rilento ma si sono riscontrati comportamenti insultanti e intollerabili nella gestione delle prenotazioni, nelle disdette con sms, sulla lontananza dei luoghi dove vaccinarsi, sulla esiguità della vaccinazioni a domicilio per chi non può deambulare.

Così non si può e non si deve andare avanti, specialmente se, come in Lombardia, siamo in presenza della reiterazione del crimine. Nessuno di noi ha scordato come questa Regione si è comportata nei confronti delle Rsa e della strage perpetrata ai danni delle migliaia di ospiti contagiati e in numeri elevati deceduti, esattamente un anno fa. Noncuranza, approssimazione criminale, ma anche molto cinismo e impulsi darwinisti di selezione naturale della specie nei confronti di anziani che vengono considerati inutili e improduttivi.

In questa regione è inderogabile un intervento immediato e deciso da parte dello Stato, che deve commissariare la giunta lombarda e si deve sostituire alla incapacità praticata e reiterata del sistema sanitario regionale. Deve però intervenire anche la politica, a tutti i livelli, perché non è ulteriormente tollerabile che il disastro gestionale di Fontana, Moratti & co. si possa risolvere in una battaglia tutta interna al centrodestra, con lancio di fumogeni (le sostituzioni che sono rimedi peggiori del male) che intendono offuscare la realtà di un fallimento altrimenti tangibile.

Infine un appello a tutta la Cgil e a tutte le categorie: prendiamo immediatamente posizione forte e se necessario mobilitiamoci perché si addivenga in tempi rapidissimi alla conclusione della vaccinazione degli over 80 sull’intero territorio nazionale. Cui debbono seguire, secondo le stesse indicazioni del piano vaccini nazionale, gli ulteriori fragili per morbilità e per età, disabili in testa.

Accantoniamo per favore, e mi rivolgo più in particolare alle categorie, la pericolosa e discriminante discussione lanciata da Confindustria (non a caso in Lombardia, e senza il coinvolgimento del sindacato) sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro. Quando tutte le priorità saranno soddisfatte e quindi senza scavalchi e senza fughe verso il privato, ci impegneremo tutti per aiutare il sistema sanitario alleviandolo dalla vaccinazione dei lavoratori delle aziende.

Oggi l’approccio meno corporativo, più etico, più intelligente, e forse anche più economicamente vantaggioso per l’intera collettività, è quello di portare velocemente in salvo milioni di cittadini anziani che questa pandemia ha colpito in maniera micidiale, e nel contempo di rasserenare il clima pesante e insopportabile che l’intera collettività sta vivendo da un anno a questa parte.

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