A Padova una partecipata manifestazione regionale a sostegno del sistema socio-sanitario pubblico - di Paolo Righetti

Cgil e Uil del Veneto hanno aderito all’appello promosso dal “Coordinamento veneto per la sanità pubblica”, condividendone le finalità e le priorità proposte. Sabato 9 aprile scorso si è quindi svolta a Padova una bella e vivace manifestazione regionale, con più di tremila partecipanti, comitati e associazioni territoriali, rappresentanze politiche e sindacali, tante persone e singoli cittadini. Per una scelta miope e come al solito troppo “governativa”, solo la Cisl non ha aderito.

Emergenze climatiche, inquinamento dell’ambiente e del territorio, pandemie, precarietà e sfruttamento sul lavoro ed evoluzione demografica hanno determinato un forte incremento dei danni alla salute, delle patologie sanitarie, del disagio sociale, dei bisogni di cura, riabilitazione e assistenza. Questo anche nel “virtuoso” Veneto, perché in questa regione non è andato e non va tutto bene. Prima e durante la pandemia si è sviluppato nel tempo un arretramento nella qualità dei servizi, delle prestazioni, un allungamento dei tempi di attesa, un processo di strisciante ma progressiva privatizzazione, con tutte le loro conseguenze negative sulla salute e sulle condizioni di lavoro.

A fronte di questa evoluzione, il principale obiettivo che ha caratterizzato la manifestazione è stato il potenziamento dell’intero sistema socio-sanitario pubblico, delle attività di prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, delle strutture ospedaliere e intermedie, della filiera dei servizi territoriali, residenziali e domiciliari, della medicina di base e dell’integrazione socio-sanitaria. Un obiettivo che deve ridiventare una priorità per tutto il quadro politico, istituzionale e amministrativo a tutti i livelli, a partire dal governo alla Regione. Alle istituzioni, a ognuna per le sue competenze e titolarità, si è richiesta una rapida ridefinizione della programmazione e dell’assetto organizzativo del sistema socio-sanitario pubblico, coerente con tale obiettivo, e degli investimenti necessari a realizzarla.

Come Cgil del Veneto abbiamo ribadito che il rafforzamento del sistema socio-sanitario pubblico è la condizione indispensabile per garantire concretamente l’erogazione dei Lea e dei Leps, per garantire a tutti e ovunque l’accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, anche e soprattutto ai territori più interni e periferici e alle persone con maggiori fragilità, agli anziani, ai non autosufficienti, ai disabili, ai minori.

Insomma per garantire a tutti e in modo omogeneo il diritto alla salute, all’inclusione e alla protezione sociale, respingendo i nuovi tentativi di favorire la privatizzazione e la mercificazione della salute e della cura, e di riproporre quell’autonomia differenziata che accentuerebbe ulteriormente le disomogeneità e le differenze già esistenti.

Abbiamo poi indicato le due misure fondamentali per perseguire tale finalità. Da un lato, l’incremento strutturale delle risorse ordinarie, dei diversi Fondi nazionali e regionali, a partire dal Fsn, poiché le risorse del Pnrr sono importanti e vanno utilizzate tutte e bene, ma sono comunque limitate e temporanee. Dall’altro, un piano straordinario di assunzioni, di incremento degli organici e delle professionalità necessarie in tutto il sistema socio-sanitario pubblico, con l’urgente riprogrammazione dei diversi fabbisogni professionali, superando i vincoli tuttora esistenti.

Infine abbiamo evidenziato il forte intreccio tra ambiente e salute, la necessità di un cambiamento radicale del modello di sviluppo che salvaguardi il clima, il territorio, la popolazione. E, in questo momento drammatico per una guerra devastante in atto in Europa, abbiamo richiamato l’attenzione sulla necessità che la cooperazione e la convivenza pacifica tra gli Stati e tra i popoli debba prevalere sulla logica delle contrapposizioni, del conflitto, della corsa al riarmo. Perché la Pace è la precondizione per garantire ovunque e a tutti i diritti umani, civili e sociali fondamentali, a partire proprio dal diritto alla vita e alla salute.

Ora sarà importante dare continuità all’iniziativa e alla mobilitazione sindacale a livello nazionale e regionale, rafforzando ulteriormente la rete di relazioni e di alleanze con altri soggetti di rappresentanza, su un ambito così strategico per la tutela complessiva di chi rappresentiamo.

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