Cemp Senago, cuore metalmeccanico lombardo - di Frida Nacinovich

Si fanno motori che non solo non si fermano ma non esplodono alla Cemp di Senago, piccolo comune del milanese. E si fanno talmente bene che, nel corso degli anni, questa azienda meccanica ha ampliato la gamma delle produzioni, introducendo le elettropompe per macchine da stampa, e nuove gamme di motori antideflagranti sia per gli impianti a gas che per quelli minerari. Successo dietro successo per un’azienda fondata a Paderno nel secondo dopoguerra, nel 1954, quando l’area industriale milanese poneva le fondamenta di quello che sarebbe stato un autentico boom economico, trainata da generazioni e generazioni di tute blu operaie che sul saper fare hanno costruito la fortuna di un’intera regione.

Talmente bravi quelli di Cemp da arrivare alla fine del secolo scorso ad acquistare aziende anche estere del settore. Fino a diventare a loro volta preda, e finire nel 2013 fra le braccia di una multinazionale, la Regal. Nel 2000 Cemp acquista Atav (oggi Cemp France) azienda francese specializzata in piccoli motori antideflagranti in alluminio. Nel novembre del 2007 viene a sua vota acquistata da ABG Group, e sette anni dopo entra a far parte della Regal.

Daniele Gessaghi, perito elettrotecnico, ha iniziato a lavorare a Senago quando si era diplomato da poco, a vent’anni. A posteriori può dire che è stata una scelta azzeccata: “Dal 2007 ad oggi ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda solida”. Cemp ha superato senza danni sia la crisi finanziaria e poi economica del 2008/2011, che gli ultimi tormentati anni della pandemia. “Con i suoi settant’anni di esistenza, è diventata a buon diritto un emblema della meccanica italiana di qualità, quella che dà un ottimo valore aggiunto e finisce per far prosperare il territorio”. Sono quelle realtà magari poco conosciute, se non dagli addetti ai lavori, ma che costituiscono l’ossatura del sistema industriale lombardo, facendo della Regione una delle più ricche del continente.

In Cemp gli addetti sono un centinaio, quasi tutti del posto o dei comuni limitrofi. “Ancora nel 2007 eravamo ‘artigianali’ - ricorda Gessaghi - il salto di qualità è arrivato con il passaggio al colosso statunitense Regal, interessato a produzioni di prim’ordine anche con un oceano di mezzo. La transizione è ancora in corso - puntualizza - il management a stelle e strisce ha ‘svecchiato’ soprattutto la gestione amministrativa, nell’ottica delle multinazionali di oggi che lavorano e fanno affari ai quattro angoli del pianeta”.

L’età media degli addetti nei reparti di produzione supera i quarant’anni, operai e tecnici che hanno già una discreta esperienza alle spalle. Invece i nuovi amministrativi sono “smart”, quei giovani nativi digitali che fanno sempre gola alle multinazionali. Tessera Fiom Cgil in tasca, Gessaghi fa parte della rappresentanza sindacale unitaria (Rsu): “Insistiamo molto sulla formazione, e cerchiamo di far rispettare gli inquadramenti di ogni singolo addetto, a seconda delle sue specifiche competenze”. Un’azienda moderna, tecnologicamente avanzata, con buoni premi di produzione. E che non rischia quelle delocalizzazioni che purtroppo stanno ferendo da tempo il tessuto produttivo della penisola. “In questi dieci anni non si è mai parlato di delocalizzazioni. Anche se lo scenario - sottolinea - è cambiato parecchio. Quando ho iniziato a lavorare qui sette nostri fornitori su dieci erano italiani, oggi riceviamo quasi tutto il materiale da Oriente, in particolar modo dalla Cina e dall’India”.

“Il nostro è un prodotto di nicchia – spiega ancora Gessaghi - è più difficile che soffra la crisi. Prova ne è che non abbiamo mai fatto un solo giorno di cassa integrazione, e anche durante il pur durissimo periodo della pandemia abbiamo continuato a lavorare con sostanziale regolarità”. La Cemp è un’azienda ben sindacalizzata. “Fin da quando aveva sede a Paderno c’era una fortissima componente Fiom Cgil. Mi hanno raccontato che i nuovi assunti, appena arrivavano, ricevevano due cose: i guanti da lavoro e la tessera della Fiom. Così nove lavoratori su dieci erano della Cgil”.

Anche se le cose vanno tutto sommato bene, i delegati sindacali continuano ad essere molto attenti su quanto accade in fabbrica. “Ad esempio, abbiamo notato che, seppur contenuto, il numero dei ‘somministrati’ nell’ultimo periodo è aumentato. E anche se si tratta di ottimi colleghi, abbiamo iniziato a far presente che le assunzioni devono aumentare. Il ricambio generazionale è importante, i più anziani prima o poi se ne andranno, ma devono avere il tempo per passare un testimone fatto di conoscenze che non possono e non devono andare perdute”. Per tredici anni Daniele Gessaghi ha operato come tecnico in sala prove, impegnato come collaudatore dei motori che escono quotidianamente dalla Cemp, con al fianco un ingegnere. Poi dal 2020 è passato al controllo qualità delle produzioni. “Non si smette mai di imparare, e questo al giorno d’oggi è importante”.

 

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