Dal Coordinamento nazionale di Lavoro Società un contributo al dibattito per l’Assemblea organizzativa - di Andrea Montagni

Il 16 settembre, in modalità videoconferenza, si è svolta una riunione del coordinamento nazionale dell’aggregazione programmatica di “Lavoro Società per una Cgil unita e plurale”. Alla riunione si sono collegati 71 compagne e compagni, numerosi gli interventi.

Lo scopo della riunione è stato quello di discutere e approvare il “Contributo del Coordinamento nazionale di Lavoro Società per una Cgil unita e plurale sul documento per l’Assemblea organizzativa nazionale”, la cui bozza era stata preventivamente, e con un ragionevole lasso di tempo, inviata agli interessati. Questo non ha impedito che vi fosse chi, per la mole di impegni della attività sindacale o per condizioni lavorative, non era riuscito a leggerla, il che si è riflettuto anche nella discussione con la richiesta di rendere più agili i nostri testi, in modo di consentirne una agevole lettura. Un principio che vale non solo per i testi elaborati dalla nostra aggregazione, ma per i documenti della Cgil nel suo complesso…

La riunione è stata anche l’occasione per accogliere la compagna Susan Moser, Rsu della Luxottica di Treviso, cooptata nel Direttivo nazionale della Cgil. Con l’ingresso di Susan si è proceduto a un riequilibrio rispetto ai pluralismi e alla presenza di delegati di luogo di lavoro. Questa cooptazione è il primo atto formale con il quale si riconosce nel Direttivo la nostra aggregazione dal momento della sua costituzione.

Il compagno Giacinto Botti, nella sua introduzione, ha richiamato le questioni centrali della fase politica e sindacale, aprendo con una disamina delle questioni internazionali poste dalla sconfitta degli Usa, ma anche della Nato, dell’Europa e dell’Italia nell’avventura afghana, e dalla ripresa della contesa inter-imperialistica, che vede gli Stati uniti proporsi come guida internazionale di una coalizione contro la Cina.

Botti ha anche voluto sottolineare – senza fare paragoni impropri, ma cercando di cogliere il comune filo nero che li collega - il disprezzo proprietario per la vita altrui, la catena di femminicidi quotidiana e quella degli omicidi sul lavoro. Sono emergenze politiche e sociali.

Espressa la condivisione, confermata dal voto delle compagne e dei compagni nel Direttivo della Cgil, alle posizioni assunte sulla crisi pandemica, la centralità delle questioni del lavoro, dei diritti e di un nuovo piano industriale per affrontare la crisi, Botti ha chiesto ai compagni presenti di riprendere e approfondire le tematiche della bozza inviata, per verificare il mandato a procedere alla stesura definitiva e all’invio formale a tutta l’organizzazione.

Siamo in presenza, ha detto Botti, di un tentativo di mettere la sordina alle iniziative della Cgil: nessuno o quasi ha parlato dell’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati. Abbiamo un problema di ridiscutere tra noi di come facciamo a comunicare: evidentemente i social non bastano e non possono sostituire l’iniziativa politico-sindacale e il rapporto diretto tra funzionari, delegati, iscritti e lavoratori, che non si può realizzare solo attraverso la rete dei servizi o l’allocazione delle risorse.

Serve una riforma politica dell’organizzazione cui succedano le scelte organizzative che restituiscano centralità ai luoghi di lavoro e al territorio. Le modalità di svolgimento dell’Assemblea organizzativa non esprimono ancora questo orientamento, sono burocratiche e formali. Da qui l’importanza del nostro contributo, di merito, fattuale, che non prefigura posizionamenti per il futuro. Anzi, ha sottolineato Botti, sarebbe un errore se qualcuno usasse l’Assemblea organizzativa per anticipare (o far vivere ancora) schieramenti di contrapposizione o di logoramento del gruppo dirigente. Noi di Lavoro Società siamo stati e siamo parte integrante della maggioranza che ha votato e si riconosce nella linea definita al congresso di Bari.

La discussione - di cui non è possibile per ragioni di spazio fare un resoconto dettagliato - ha espresso largo consenso sulla bozza e si è concentrata sulle questioni proprie dell’Assemblea, approfondendo le tematiche del documento e i ragionamenti della relazione introduttiva.

Sono tornati i temi della contrattazione inclusiva, lo iato che si è creato tra elaborazione della Carta dei diritti e pratica sindacale contrattuale e quotidiana nel rapporto con precari, lavoratori parasubordinati e disoccupati; tra verticalizzazione categoriale e organizzazione confederale territoriale, coinvolgimento e formazione dei delegati, campagne generali. L’esito di questa discussione è nel “Contributo” che è uscito dalla riunione di coordinamento, e che è a disposizione di tutta l’organizzazione.

Mi piace chiudere questo resoconto, citando a braccio – non ho ancora sottomano mentre scrivo questo articolo il testo definitivo del Contributo - un passaggio: “La Cgil non è proprietà individuale dei singoli dirigenti, ma proprietà collettiva delle iscritte e degli iscritti”.

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