“Risposte!”. Pensionate e pensionati lo chiedono con forza - di Leopoldo Tartaglia

“Risposte!”. La parola campeggiava a lettere cubitali sul maxischermo dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma, dove si sono riuniti, lo scorso 17 novembre, un migliaio di pensionati e pensionate di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp provenienti da tutta Italia, nel secondo appuntamento nazionale della mobilitazione unitaria, dopo quello degli edili. Ma mentre le domande sono chiare e note da tempo, le risposte al momento non arrivano.

Per coincidenza, l’assemblea nazionale dei pensionati si è svolta all’indomani dell’incontro fra Mario Draghi e i segretari generali di Cgil Cisl Uil che - intervenuti nel dibattito – hanno raccontato il loro punto di vista sull’incontro del giorno precedente. Ammettendo - con toni e argomentazioni anche diverse - che il confronto non abbia prodotto modifiche della legge di bilancio che ha iniziato da pochi giorni il suo iter parlamentare. Ma ha prodotto il risultato, comunque apprezzato come primo frutto della mobilitazione, dell’impegno alla convocazione di due tavoli sulla riforma della Fornero e sul fisco. Esplicito Bombardieri, segretario generale della Uil, sui “tempi lunghi della lotta”: il tavolo sulla riforma delle pensioni, da tutti definita come “strutturale”, è traguardato al prossimo Documento di Economia e Finanza (Def), a fine aprile 2022.

E’ difficile non constatare un certo iato tra l’analisi della situazione, l’illustrazione delle piattaforme dei pensionati e confederale, presenti in tutti gli interventi, e i tempi e le modalità della mobilitazione mai indicati esplicitamente.

Assenti due dei tre segretari generali dei pensionati (il compagno Ivan Pedretti per il grave lutto della scomparsa del fratello, cogliamo l’occasione per le nostre condoglianze e la nostra vicinanza; il segretario generale della Fnp, Piero Ragazzini, colpito da un malore, a cui auguriamo una pronta e piena ripresa), è toccato a Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uilp, non sappiamo quanto consapevolmente, dire un’importante verità: “I lavoratori ci rimproverano non le battaglie perse, ma quelle non fatte!”. Forse memore della mancata mobilitazione contro la legge Fornero, certo in un frangente e in un contesto a dir poco eccezionali.

Le richieste della piattaforma dei pensionati – quelle, appunto, che attendono risposte – sono state ribadite dalla relazione introduttiva (doveva farla Ragazzini, l’ha letta la segretaria Fnp Patrizia Volponi), dagli interventi di sei segretari regionali (due per organizzazione) e dalle conclusioni di Stefano Landini dello Spi. È intervenuto anche il segretario generale della Ferpa, Agostino Siciliano, che ha ripreso il “Manifesto” della federazione europea dei pensionati, approvato nella recente assemblea di metà mandato, e distribuito ai presenti in un’elegante brochure curata da Spi, Fnp e Uilp.

Come noto, i sindacati dei pensionati rivendicano da tempo interventi a sostegno del potere d’acquisto delle pensioni, con un sistema più equo di rivalutazione come quello definito nel 2000, e richiedono l’allargamento della platea dei beneficiari della cosiddetta 14esima, oggi limitata alle pensioni più basse. Sulla sanità, benché si apprezzi l’aumento del Fondo, si rimarca la necessità di una riforma complessiva del Servizio sanitario nazionale, maggiormente incentrata su territorialità e domiciliarità, e superando la situazione di attuale frammentazione in venti sistemi sanitari regionali, che non garantiscono l’effettiva parità di diritti su tutto il territorio nazionale.

Inoltre la piattaforma unitaria da tempo rivendica l’emanazione di una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza, chiedendo che la legge di bilancio non si limiti ad un pur apprezzabile aumento del fondo nazionale, ma veda finalmente la legge come uno dei provvedimenti collegati. Per quanto riguarda le tasse, c’è la richiesta di un’unificazione dei trattamenti con il lavoro dipendente, che ha giustamente diritto a detrazioni oggi non godute dai pensionati.

Se queste sono le rivendicazioni specifiche dei pensionati, forte è chiaro è il sostegno alla piattaforma confederale, in particolare per quanto riguarda la riforma strutturale della Fornero, con la pensione contributiva di garanzia per i giovani e il riconoscimento del lavoro di cura, in particolare per le donne, e la flessibilità in uscita a partire dai 62 anni, e alle richieste di una più generale riforma fiscale. Unanime – come hanno ribadito i tre segretari generali confederali – la rivendicazione che gli 8 miliardi previsti in legge di bilancio per il fisco vadano tutti per la riduzione delle tasse sul lavoro e sulle pensioni, escludendo assolutamente un taglio dell’Irap, che costituirebbe oltretutto un ulteriore attacco al finanziamento del Sistema sanitario nazionale.

A dispetto della formula stanziale e “convegnistica”, le pensionate e i pensionati – felici di questa prima occasione di riunirsi fisicamente dopo tanto tempo – hanno dimostrato la consueta combattività. Spetta ora alle confederazioni indicare un percorso di mobilitazione efficace e tempestiva.

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