
Dal Congresso dell’Afl-Cio e dalla Conferenza biennale di Labor Notes, diversi ma convergenti approcci per il rilancio del movimento sindacale Usa.
Nel pieno del secondo mandato dell’amministrazione Trump, a giugno si sono svolti due importanti eventi sindacali. Il congresso nazionale dell’Afl-Cio si è tenuto a Minneapolis dall’8 all’11 giugno, e il giorno successivo Labor Notes, una pubblicazione che promuove il “rilancio del movimento nel sindacato”, ha organizzato a Chicago il suo incontro semestrale degli iscritti.
Sebbene vi fossero notevoli differenze tra i due incontri, sono emersi anche importanti temi comuni.
Quello dell’Afl-Cio , l’organizzazione ufficiale del movimento sindacale fondata nel 1955 dalla fusione dell’Afl e del Cio, era il trentesimo congresso ordinario. L’Afl-Cio associa circa 15 milioni di lavoratori attraverso le sue 65 federazioni affiliate. Le fila di questa Confederazione sindacale nazionale ufficiale sono state rafforzate dal ritorno di 2,1 milioni di iscritti provenienti da uno dei più grandi sindacati statunitensi, il Service Employees International (Seiu), che aveva lasciato la Confederazione nel 2005.
È stato particolarmente significativo che il congresso si sia svolto a Minneapolis, luogo dei brutali raid anti-immigrati dell’Ice dello scorso gennaio, che hanno causato la morte di Renee Good e Alex Pretti, due cittadini impegnati nella difesa degli immigrati. I consigli sindacali della città di Minneapolis e dello stato del Minnesota si sono mobilitati in difesa degli immigrati perseguitati dall’Ice. Bernie Burnham, presidente dell’Afl-Cio del Minnesota, ha ricevuto una standing ovation al congresso quando ha affermato: “Hanno invaso un popolo invernale in pieno inverno, e la nostra solidarietà li ha ghiacciati sul nascere”. In riconoscimento della sua combattiva difesa degli immigrati, il congresso ha conferito al movimento sindacale del Minnesota il premio George Meany-Lane Kirkland per i diritti umani dell’Afl-Cio. I membri dei sindacati del Minnesota hanno sfilato sul palco della sala congressi e la folla ha tributato loro una standing ovation. Il premio e l’entusiastico sostegno dimostrano che il movimento sindacale statunitense non è caduto preda del nativismo e delle posizioni anti-immigrati che hanno gravemente offuscato le istituzioni sindacali del passato.
Per frenare il fascismo di Trump è fondamentale che i Democratici ottengano la maggioranza in una delle due Camere del Congresso degli Stati Uniti, o auspicabilmente in entrambe. A tal fine, la Confederazione ha annunciato con enfasi i suoi piani per mobilitare 15 milioni di iscritti ai sindacati e le loro famiglie alle elezioni di metà mandato del 2026.
La classe operaia statunitense conta circa 130 milioni di lavoratori, ma i sindacati rappresentano solo il 10% della forza lavoro e appena il 6% del settore privato. Una densità così bassa significa che la priorità assoluta del movimento sindacale deve essere quella di ampliare le proprie fila e organizzare nuovi iscritti. Sebbene la presidente dell’Afl-Cio, Liz Shuler, lo abbia riconosciuto, i leader della Confederazione non hanno offerto un piano chiaro per organizzare milioni di nuovi iscritti in un contesto di amministrazione ostile e leggi sul lavoro deboli.
La conferenza biennale di Labor Notes si è tenuta dal 12 al 14 giugno a Chicago. Labor Notes è una pubblicazione mensile che riporta le azioni dei lavoratori e le iniziative di riforma sindacale. Le sue conferenze biennali sono un punto di ritrovo per gli attivisti sindacali fin dai primi anni Ottanta dello scorso secolo. All’incontro di quest’anno hanno partecipato 4.700 sindacalisti e attivisti sindacali provenienti da tutto il paese.
Nel corso di tre giorni, i “combattenti” hanno condiviso le loro storie di lotta contro i datori di lavoro antisindacali e i brutali raid contro gli immigrati, e su come hanno costruito la loro forza nel posto di lavoro per conquistare i diritti dei lavoratori, indipendentemente dal luogo in cui lavorano, dalla loro provenienza o dalla loro identità. L’ampia partecipazione di giovani iscritti al sindacato è di buon auspicio per il futuro del movimento.
La conferenza ha visto il più grande raduno di lavoratori di Amazon nella storia (oltre 250), che hanno condiviso esperienze di organizzazione in prima linea e strategie per affrontare il colosso globale dell’e-commerce. Hanno partecipato lavoratori di molti settori di Amazon, tra cui logistica, distribuzione generi alimentari e servizi cloud. Provenivano inoltre da diverse organizzazioni sindacali: Teamsters, Ufcw, Cause, Amazon Employees for Climate Justice, Cwa, Logistics Workers League e Strategic Organizing Center. Questa diversità ha rafforzato la consapevolezza che l’organizzazione sindacale di Amazon deve essere un progetto dell’intero movimento sindacale. Il numero di partecipanti provenienti da Filadelfia, New York, Raleigh/Durham, Atlanta, Seattle, Sacramento e dall’Inland Empire della California ha dimostrato le opportunità offerte dai tavoli di lavoro di Amazon a livello comunitario che abbiamo proposto.
Alla conferenza c’erano delegazioni di attivisti sindacali provenienti da 23 paesi, tra cui Australia, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Giappone, Messico, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e i leader della Fiom Cgil italiana. E come in molte conferenze, il networking nei corridoi, al bar e durante i pasti è stato prezioso. L’energia e gli insegnamenti dei quasi 350 workshop e incontri incoraggeranno senza dubbio le persone a tornare a casa, nei loro sindacati, e a continuare a lottare!
A differenza di due anni fa, Labor Notes ha scelto di includere più di venti workshop su lavoro e politica. Ma, a differenza della convention dell’Afl-Cio, si è parlato maggiormente della possibilità di presentare candidati indipendenti dal Partito Democratico e di far rivivere un partito del lavoro.
Nella settimana successiva alla pubblicazione di Labor Notes, la United Auto Workers (Uaw) ha tenuto il suo 39esimo Congresso ordinario a Detroit, nel Michigan. Mille delegati provenienti da tutto il paese si sono riuniti per discutere la strategia del sindacato per i successivi quattro anni. In uno degli sviluppi più promettenti del movimento sindacale statunitense, la Uaw, che conta circa 400mila iscritti a livello nazionale, ha votato per disinvestire 400mila dollari da obbligazioni israeliane. Le sezioni locali progressiste e gli attivisti interni alla Uaw hanno contribuito a organizzare la votazione vincente (https://www.freep.com/story/money/cars/2026/06/18/uaw-votes-divest-israeli-bonds-firms-convention/90610279007/).
L’Afl-Cio è la struttura istituzionale del movimento operaio: gerarchica e burocratica. Labor Notes dà voce ai militanti di base che guidano il movimento dal livello aziendale, ma che non hanno ancora conquistato il potere sul sindacato istituzionale. Il voto della Uaw appare come un’interessante sintesi tra l’organizzazione di base e la lotta per il controllo delle istituzioni sindacali. Come ha sostenuto lo stratega della sinistra statunitense Kurt Stand: “Organizzarsi sul campo crea possibilità altrimenti inesistenti, mentre organizzarsi attraverso le istituzioni crea strutture all’interno delle quali possono prendere forma le sfide sistemiche ai rapporti di potere. Le due cose sono interdipendenti, sebbene animate da impulsi diversi”.
(traduzione di Leopoldo Tartaglia)
