La marea umana che ha attraversato Roma dietro lo striscione “Per un mondo libero dalle guerre” dà ossigeno a chi non vuole vivere sotto il tallone dei sovrani dei giorni nostri. Quelli che incendiano il pianeta bombardando le popolazioni civili, spendono ricchezze incommensurabili per armamenti sempre più micidiali, e bollano come pericoloso estremista chiunque osa opporsi alla loro follia omicida.

Le decine di migliaia di donne e uomini di ogni età e condizione sociale che hanno invaso pacificamente le strade e le piazze hanno lanciato il loro messaggio: noi restiamo umani, voi no. E non è un caso che la manifestazione abbia visto sfilare un enorme numero di ragazze e ragazzi, con le bandiere arcobaleno e quelle di una Palestina rasa al suolo dai re e le loro guerre, punto di caduta che separa chi ha il coraggio di guardare in faccia la realtà da chi mette le testa sotto la sabbia come gli struzzi.

I bambini a cavalcioni di un cannone di legno riempito di fiori sono l’immagine di una giornata da non dimenticare. E il saluto dei No Kings, “dai sovversivi che hanno riempito le piazze a ottobre” contro il genocidio di un popolo, dà il senso ultimo di una netta, civile presa di posizione di fronte agli orrori cui siamo costretti a convivere. “I giovani oggi stanno dicendo no alla precarietà, no alla guerra e stanno ponendo il tema di una difesa della democrazia – chiosa Maurizio Landini – stanno dicendo con molta forza di fermare questa cultura pericolosa e autoritaria, che mette al centro il profitto”. E che non ha alcuno scrupolo di farlo sulla pelle di donne, uomini e bambini incolpevoli, vittime quotidiane delle guerre e della corsa agli armamenti.