
L’azzardo non è un gioco, questo il titolo di un’importante iniziativa che si è svolta lo scorso 14 ottobre nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, promossa dalla presidenza della Commissione capitolina delle Politiche sociali assieme alla campagna “Mettiamoci in gioco” di Roma e del Lazio.
Del gioco d’azzardo si parla poco e male, per gli enormi interessi privati e pubblici che tocca, e perché spesso sono proprio le vittime le più restie a parlarne. L’obiettivo dell’iniziativa era la presentazione di un opuscolo preparato dai promotori per dare informazioni utili e chiare sul fenomeno, senza allarmismi ma senza sconti nei confronti di chi dovrebbe intervenire ma spesso si sottrae.
Sapere come funziona davvero il gioco d’azzardo – le probabilità reali, i meccanismi che spingono a continuare, i rischi di indebitamento – è già il primo punto di un intervento strutturato.
Una parte del testo dell’opuscolo è dedicata alle persone anziane, non perché siano più vulnerabili per definizione, ma perché alcune condizioni tipiche di quella fase della vita – più tempo libero, pensioni spesso insufficienti, solitudine – possono rendere il gioco più attraente e i segnali d’allarme più difficili da cogliere.
L’iniziativa, introdotta dalla presidente Nella Converti, ha visto la partecipazione della campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” con Denise Amerini, di esperti, di molte associazioni impegnate sul tema, delle Case sociali degli anziani e del Quartiere e dei rappresentanti dei sindacati dei pensionati Spi Cgil.
Nel corso del dibattito abbiamo espresso consenso nei confronti dell’iniziativa, ma, nel contempo, abbiamo posto con forza l’esigenza che siano assunte iniziative concrete ed efficaci. Abbiamo avanzato e formalizzato in questi giorni la richiesta di convocazione urgente del Tavolo tecnico permanente sulle dipendenze previsto dalla delibera capitolina 20/2024 e l’apertura in quel tavolo di uno specifico focus sul gioco d’azzardo, ormai diventato a Roma una vera emergenza sociale. Infatti la dimensione economica e la vastità della platea coinvolta superano ampiamente quelle riconducibili al consumo di sostanze stupefacenti.
È quindi indispensabile affiancare alla presa in carico delle situazioni più gravi, una strategia di prevenzione e intervento capace di intercettare tempestivamente questa emergenza.
Abbiamo indicato come strumento importante per realizzare questa strategia la diffusa rete degli oltre 150 Centri anziani, che con il nuovo regolamento si aprono al quartiere ed alle altre generazioni. Per fare tutto questo è indispensabile un ruolo più attivo dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune, la cui assenza è stata sottolineata come un episodio negativo che va sicuramente recuperato.
Le organizzazioni sindacali dei pensionati, nel riconfermare che il contrasto al gioco patologico rappresenta una delle priorità della propria iniziativa, hanno deciso di chiedere l’inserimento di questa tematica e dei relativi impegni programmatici in tutti i Piani sociali di zona dei quindici Municipi romani, consapevoli che la dimensione territoriale di questa battaglia è decisiva per ottenere risultati significativi.
(19 ottobre 2026)
