Arte e Resistenza a Gaza.

“Questa biennale Gaza è un appello al mondo, agli artisti e alle istituzioni culturali a essere solidali con gli artisti palestinesi, a sostenerli, a lavorare insieme per garantire che le loro voci e le loro storie rimangano presenti e che le loro opere rimangano una testimonianza di lotta e resilienza, illuminando un percorso per l’umanità nei momenti più difficili”.
Così scrivono gli organizzatori, lanciando dall’inferno di Gaza il loro appello al resto del mondo. Appello che in Italia è stato raccolto dall’associazione ‘Coristi per caso’ di Padova, un coro musicale, sociale e “resistente” composto da quarantadue persone di varie età.
Alcuni mesi di lavoro, di mail, di chat, di videochiamate con i promotori a Gaza, con una delle promotrici, Tasneem Shatat, chiusa in casa, a Khan Younis dove è sfollata, al buio, sotto le incursioni e le bombe israeliane.
Risultato: sono arrivati a Padova i file di cinquanta quadri, le foto e i nomi degli autori e le loro testimonianze. Materiale da cui l’associazione ‘Coristi per caso’ ha tratto una sorta di galleria virtuale, un video che proietta nelle serate che organizza, intitolate “Biennale Gaza, Padova Italy. Padiglione Palestina”. Le prime tre serate, a Padova, 23 maggio, 12 e 21 giugno, tutto esaurito e coda fuori, hanno visto la partecipazione di due degli artisti gazawi, usciti dalla Striscia mesi fa, Ola al Sharif e Hamada El Kept, che ora vivono lei a Verona e lui a Bruxelles.
Il video scorre, alcuni coristi nel contempo leggono le testimonianze da Gaza, il coro canta sette brani e ad ogni serata sono presenti “testimoni” diversi: David Riondino, il sociologo Stefano Allievi, Vauro, mediatori culturali palestinesi che vivono a Padova, e altri.
Delle opere degli artisti di Gaza abbiamo anche prodotto un catalogo, con la prefazione di Tomaso Montanari.
In settembre, a Noventa padovana (PD) è prevista un’altra serata biennale Gaza.
“La guerra sta rubando tutto a noi e alla gente di Gaza ma il mondo rimane in silenzio. Noi non raccontiamo storie che il mondo già conosce bene ma raccontiamo e racconteremo una vita in mezzo alla morte”. Perché loro, come tutta la gente di Gaza, come tutti i palestinesi, esistono e resistono. Con tutte le forze. E cercano di costruire ponti con chi può dare loro voce ovunque nel mondo.

Per vedere un promo: https://youtu.be/XWaWWbxrdNM
Se volete vedere il video di Gianni Ferraretto dell’intera serata (23 maggio 2025): https://www.youtube.com/watch?v=DN3KCSdxI_M
Il sito Biennale Gaza: https://gazabiennale.org/