
Nell’editoriale del numero di settembre di ‘ecoinformazioni’, interamente dedicato a ‘Addio alle armi!’, Giulio Marcon, coordinatore di Sbilanciamoci!, presentava le novità dell’edizione 2025 dell’Altra Cernobbio, promossa insieme alla Rete italiana Pace e Disarmo, annunciando che l’appuntamento avrebbe avuto una cornice tematica univoca: la lotta contro il riarmo e la costruzione di un’economia di Pace, anche con il confronto con la politica dei partiti.
Effettivamente nelle due giornate organizzate, il 5 e 6 settembre a Cernobbio, insieme a Cgil e Arci con l’adesione di molte altre realtà – preparate dagli incontri di ‘Arci no arm’ sul romanzo ‘Addio alle armi’ di Hemingway e sull’omonimo film del 1932, sulle banche armate e sul libro ‘Lidia Menapace. Fuori la guerra dalla storia’, a cura di Monica Lanfranco – il tema è stato centrato, senza ovviamente trascurare riferimenti al contesto nel quale guerre e riarmo si sviluppano con i disastri determinati dal capitalismo e dal perdurante colonialismo. E non è mancato un concerto, ‘Voci contro la guerra’, per coniugare i registri formali delle sezioni del Forum con quelli informali dell’arte.
La presenza delle forze politiche, chiamate a dare le loro risposte ai temi posti da pacifisti e pacifiste, ha coinvolto il vertice di Sinistra Italiana, Europa Verde, Rifondazione Comunista, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle. Differenze tra le diverse linee politiche ma importanti punti di convergenza, in particolare contro il genocidio israeliano del popolo palestinese, la mattanza russa del popolo ucraino e la lotta all’incremento delle spese per gli armamenti.
Straordinario il numero e la profondità degli interventi, con i contributi di sindacalisti autorevoli della Cgil comasca, lombarda e nazionale, i massimi livelli di Arci e Acli e delle principali organizzazioni pacifiste, di personalità come Alex Zanotelli, Luisa Morgantini, Flavio Lotti, Vittorio Agnoletto e Daniela Padoan, che hanno confermato la loro capacità di cogliere la realtà e tratteggiare l’utopia concreta di un nuovo mondo possibile. Così la totale partecipazione alla Global Sumud Flotilla è stata non solo affermata, ma è diventata concreta proposta di sciopero generale se verrà attaccata. L’unanime rifiuto del riarmo si è coniugato con la necessità di azioni concrete comuni: manifestazioni, Bds (Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), lotta alle banche armate e alla militarizzazione delle scuole. Così, alla generica consapevolezza della necessaria unità si è aggiunta la proposta di massima sinergia, nella logica non dell’estenuante ricerca di mediazioni ma della convergenza, mantenendo le preziose differenze tra i diversi soggetti.
In negativo, il Forum ha sofferto la forte predominanza del genere maschile nei vertici di tante organizzazioni, anche di quelle impegnate per la trasformazione più radicale, irrealizzabile con il contributo di una sola metà del cielo. Conseguenti gli impegni assunti da Sbilanciamoci! e Rete Italiana Pace e Disarmo riportati nel documento conclusivo del Forum, a partire dal rafforzamento e rilancio del loro impegno unitario a consultarsi in modo permanente sulle iniziative contro la guerra e il riarmo, per politiche di pace – concrete e attive – di solidarietà internazionale, di promozione della riconversione dell’industria militare, della promozione del servizio civile, della cultura della nonviolenza e della disobbedienza civile.
E ancora, rafforzare l’impegno nelle campagne contro il riarmo in Italia (Ferma il Riarmo) e in Europa (Stop Rearm Europe, in particolare con l’Assemblea di Roma del 27 settembre prossimo), nella relazione sempre più stretta con il movimento sindacale, con il mondo del lavoro, con l’arcipelago di esperienze promosse dalla Fondazione Perugia-Assisi.
L’impegno a promuovere la partecipazione alla marcia Perugia-Assisi del prossimo 12 ottobre e di tutte le iniziative ad essa collegate; a collaborare attivamente all’iniziativa Save Gaza promossa a Marzabotto lo scorso 15 giugno, a sostegno dei costruttori di pace rappresentanti della società civile palestinese e israeliana per l’immediato stop del massacro a Gaza, per il rispetto e l’applicazione del diritto umanitario e internazionale e per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese ad un proprio Stato. Inoltre la promozione della mobilitazione per la campagna per la difesa civile e nonviolenta, con l’obiettivo di far riprendere la discussione della proposta di legge in Parlamento.
Con l’obiettivo di legare sempre di più la lotta per il lavoro, l’ambiente, i diritti, la democrazia con la mobilitazione contro il riarmo e per la pace, nel documento ci si impegna a partecipare alle iniziative (mobilitazioni, manifestazioni) del movimento sindacale previste per il prossimo mese di autunno, e a stimolare percorsi di riconversione industriale dalle produzioni militari a quelle civili, più utili e vantaggiose, collaborando al rafforzamento delle proposte elaborate collettivamente anche nel Laboratorio permanente sulla politica industriale di pace in Italia.
