La “Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele” rileva che l’esercito e le forze di sicurezza israeliane stanno continuando a commettere genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza e in Cisgiordania, attraverso il deliberato attacco ai bambini palestinesi.

Nel rapporto diffuso il 23 giugno scorso a Ginevra, la Commissione ricorda di aver già concluso lo scorso anno che Israele aveva commesso genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ora rileva che “la scala intensa e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane” sono proseguite, causando morte, ferite e traumi senza precedenti tra i minori palestinesi. Secondo il rapporto, dal 7 ottobre 2023 le forze militari israeliane hanno causato la morte di almeno 20.179 bambini e il ferimento di altri 44.143. Secondo la Commissione, il deliberato attacco ai bambini costituisce uno degli elementi centrali per stabilire l’intento genocidario delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane, in quanto mirato a distruggere, in tutto o in parte, il gruppo etnico palestinese.

Secondo il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, già magistrato della Corte Suprema indiana, “le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane. Anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, i bambini continuano a essere uccisi e gravemente feriti, mentre Israele continua a non rispettare il cessate il fuoco e la protezione dovuta ai bambini palestinesi in base al diritto internazionale”.
Il rapporto esordisce affermando che “l’essenza dell’infanzia è stata distrutta” e descrive un’infanzia travolta da lesioni fisiche e psicologiche gravi, lutti, orfanità, separazioni familiari, disabilità, sfollamenti ripetuti, fame e collasso dei servizi sanitari ed educativi. La Commissione riferisce di arresti, torture e altre gravi forme di maltrattamento subite da minori palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani. Viene denunciato anche l’uso di violenza sessuale contro bambini come parte di un modello di umiliazione e oppressione collettiva.

Particolarmente grave, secondo la Commissione Onu, è l’impatto degli attacchi contro le strutture per la maternità e la cura neonatale a Gaza. Il loro danneggiamento ha colpito direttamente la sopravvivenza dei neonati e il futuro riproduttivo della popolazione palestinese.

Alla distruzione delle strutture sanitarie si aggiungono le conseguenze della fame imposta attraverso blocco e assedio: morti tra i bambini, malnutrizione, maggiore esposizione alle malattie, riduzione delle vaccinazioni e insicurezza alimentare.

“Anche se bombe e armi taceranno a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani”, ha commentato Muralidhar. “La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile”.
Secondo il rapporto Israele ha proseguito gli attacchi con munizioni ad alto potenziale e armi dagli effetti estesi in quartieri densamente abitati, anche mentre il numero delle vittime tra i bambini continuava a crescere. La Commissione riporta episodi in cui fuoco letale e armi di precisione sono stati diretti contro bambini riconoscibili come tali. Su queste basi conclude che le uccisioni non possono essere spiegate come conseguenze “non volute” dei combattimenti, anche perché le forze israeliane hanno trattato tutta la popolazione civile come associata ad Hamas e agli altri gruppi armati, includendo i minori nella rappresentazione collettiva del “nemico”. “Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi”, ha dichiarato Muralidhar.

Per la Commissione, il danno inflitto ai minori palestinesi ha una portata intergenerazionale: “la protezione, la cura e la sopravvivenza dei bambini palestinesi sono inseparabili dal diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione”, ha sottolineato Muralidhar. “Prendendo di mira i bambini, Israele attacca la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro”.

Il rapporto riguarda anche la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, dove descrive un aumento della violenza dei coloni e maltrattamenti sistematici dei minori durante arresti e detenzioni.

Israele ha respinto il rapporto come una “montatura diffamatoria”, negando che l’esercito colpisca deliberatamente i bambini e accusando l’Onu di ignorare le tattiche di Hamas nelle aree civili.

La Commissione è un organismo investigativo indipendente creato dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La denuncia contro Israele sulla violazione della Convenzione sul genocidio è davanti alla Corte internazionale di giustizia dal dicembre 2023, su iniziativa del Sudafrica. La Corte non si è ancora pronunciata sul merito ma ha intimato ad Israele misure per prevenire atti genocidari, misure che Israele si è ben guardato dal rispettare.