Dal 31 ottobre al 7 novembre iniziative a conclusione della raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare ‘Unpercentoequo/tax the rich’.

Milano ne ha viste fin troppe di “week” del lusso e del profitto per pochi: fashion week, beauty week, digital week… Passerelle dell’ostentazione, che affollano la città con un profluvio di lusso e ricchezza per pochi dove, addirittura, si è affittata la galleria Vittorio Emanuele, luogo pubblico di passaggio, per un evento privato chiudendone per una intera giornata il transito ai comuni mortali. “…delle città importanti io mi ricordo Milano, livida e sprofondata per sua stessa mano”, recitava una vecchia quanto profetica canzone di Ivano Fossati.

Milano ormai è attrattiva solo per la grande finanza e per la speculazione: crea ricchezza per pochissimi ed esclude ed espelle sistematicamente chi questa città la tiene in piedi con il proprio lavoro. Ma gli stipendi medi, sempre più fermi al palo, e i costi proibitivi in continuo crescendo, ormai non permettono di arrivare alla fine del mese.

Una città che attrae e produce una ricchezza potente e imponente che non viene redistribuita, che non giova alla comunità ma cresce solo nelle tasche e nelle mani di chi della comunità se ne infischia.

Dunque, ecco la ‘Tax the rich week’, una settimana dal 31 ottobre al 7 novembre per ribadire, che l’articolo 53 della Costituzione è ancora in vigore e prevede: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Forse è proprio da qui che bisogna ripartire: dal rispetto e dall’applicazione delle garanzie costituzionali, dalla centralità del lavoro, dalla ricomposizione di un tessuto sociale che si è disgregato, dalla consapevolezza che una società fondata sulla precarietà permanente e sulla continua incertezza di futuro non è crescita ma rappresenta una sconfitta.

In Gran Bretagna, nello scorso luglio, 120 milionari (noti come Patriotic Millionaires) hanno inviato una lettera aperta al governo, in cui chiedono di essere tassati introducendo un’imposta patrimoniale del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline, con l’obiettivo di raccogliere circa 24 miliardi di sterline all’anno per finanziare i servizi pubblici e ridurre le disuguaglianze, senza pesare su chi guadagna un reddito da lavoro.

In Italia, i redditi da lavoro dipendente e da pensione sono tassati, in proporzione, in misura maggiore rispetto ai grandi redditi, in parallelo l’evasione e l’elusione fiscale continuano a produrre una grave perdita che pesa soprattutto sui meno abbienti. Definizione che, ormai, non comprende più solo la parte di popolazione in difficoltà ma anche quello che un tempo era il ceto medio, che nel corso degli anni si sta impoverendo sempre di più.

Soprattutto nelle grandi città, queste differenze si vedono in modo plastico: mentre pochi accumulano ricchezze sproporzionate, la maggioranza della popolazione si impoverisce e i servizi pubblici essenziali vengono tagliati e privatizzati.

Le misure fiscali servono entrambe e l’una non esclude l’altra: lotta all’evasione per recuperare legalità e contributo sulle grandi fortune per recuperare equità.

La ‘Tax the rich week’ chiuderà la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare ‘Unpercentoequo/tax the rich’ con flash mob in giro per la città, un aperitivo in compagnia e un evento conclusivo in piazza San Babila dalle 14 alle 22 – Radio Popolare come mediapartner – dove si alterneranno musica e interventi politici. Sono stati invitati a dibattere anche tutti i candidati sindaco del centrosinistra e si vedrà chi e quanti risponderanno con la loro presenza.

La proposta di legge di iniziativa popolare ‘Unpercentoequo/tax the rich’, lanciata lo scorso 13 maggio, in poche settimane, aveva già abbondantemente superato le 50mila firme richieste, e chiede di tassare i grandi patrimoni (oltre i 2 milioni di euro con esclusione della prima casa). I denari che ne deriverebbero servirebbero a risanare, oltre che a continuare a garantire, quel welfare che nel corso degli anni è stato sempre più spolpato, impoverito e svuotato, visto che equivarrebbero alle cifre di una legge finanziaria.

Il Comitato promotore della proposta è composto da docenti universitari, giuristi, economisti, politici, sindacalisti, artisti, esponenti dell’associazionismo e della cultura. Si può continuare a firmare fino al 13 novembre, giorno in cui la raccolta verrà ufficialmente chiusa, sia online con Spid o Cie (tutte le informazioni su www.unpercentoequo.it) che ai banchetti in giro per l’Italia.

La ‘Tax the rich week’ vuole anche essere un momento di festa collettiva per non dimenticare che le contraddizioni materiali non scompaiono solo perché vengono espulse dal linguaggio pubblico ma continuano a produrre disuguaglianze e frustrazioni che possono e devono essere eliminate: chi ha di più, deve pagare di più per garantire sanità, scuola, casa e servizi pubblici per tutte e tutti.

Saranno giornate di festa, per riaffermare che la giustizia sociale non è un inutile orpello e che i diritti, se non sono di tutti, diventano privilegi.