Il 4 novembre gli elettori di New York City hanno espresso un sonante Sì all’elezione di Zohran Mamdani come sindaco della più grande città degli Stati Uniti. I risultati finali (non ancora certificati mentre scriviamo) hanno dato a Mamdani il 50,4% dei voti, ad Andrew Cuomo il 41,6% e il 7,1% al repubblicano Curtis Sliwa.
In larga misura l’esito era già deciso dopo che Mamdani aveva trionfato sull’ establishment del Partito Democratico surclassando il disgraziato ex governatore di New York, Cuomo, nelle primarie del 24 giugno: Mamdani 56% – Cuomo 43%.
La campagna per le primarie di Mamdani ha beneficiato del “Ranked Choice Voting”, che consente ai candidati di sostenersi l’un l’altro in coalizione per cercare di sconfiggere il candidato percepito come un pericolo per i loro valori condivisi. Alle primarie di giugno cinque candidati, guidati da Mamdani, si sono uniti per sconfiggere il corrotto Cuomo. In particolare, il sostegno incrociato tra Mamdani e il controllore dei conti di New York, Brad Lander, esponente di spicco della comunità ebraica, lo ha aiutato ad allontanare le accuse di antisemitismo.
Il trentaquattrenne Mamdani ha diffuso speranza, disciplina e senso dell’ironia: quando ha fatto appello ad un congelamento degli affitti a gennaio, ha salutato il nuovo anno in una spiaggia di Coney Island tuffandosi nell’oceano gelato. Mamdani era completamente vestito col suo abito blu e la cravatta! I video di questo tuffo sono diventati virali. Da allora ha prodotto centinaia di brevi, vibranti post sui social media nel corso delle primarie e della campagna elettorale finale.
L’aspetto più coinvolgente della campagna di Mamdani è stata la specificità della sua intelligente piattaforma programmatica. Diversamente dalla maggior parte dei candidati che parlano banalmente di valori, integrità e di quello cui si oppongono, Mamdani ha presentato obiettivi politici precisi: aumento del salario minimo a 30 dollari entro il 2030, congelamento degli affitti, gratuità dei servizi all’infanzia, gratuità del trasporto pubblico, supermercati di proprietà comunale.

Far pagare i ricchi!
Il programma di Mamdani è stato attaccato dalle élite come fiscalmente insostenibile.
Ha proposto di pagare i costi crescenti dei servizi attraverso l’innalzamento della tassazione d’impresa, e portando al 2% la tassa sul più ricco uno per cento dei residenti a New York, quelli che guadagnano più di 1 milione di dollari l’anno.
Se le proposte di Mamdani hanno chiaramente riscosso il favore degli elettori di New York, per vincere le elezioni non è sufficiente un programma dettagliato: c’è bisogno di una forte organizzazione e di quadri e attivisti sul campo che bussino alle porte degli elettori. Nel caso di Mamdani, nelle primarie ci sono stati 45mila volontari, e l’entusiasmo della base si è allargato fino a 104mila volontari per la campagna elettorale finale. E’ stata la più grande campagna di base nella storia di New York.
Al cuore del sostegno a Mamdani c’erano gli affialiti alla sezione newyorkese dei Democratic Socialists of America (Dsa). Mamdani è stato un membro attivo della sezione, e aveva vinto la sua elezione all’Assemblea di New York grazie al sostegno del gruppo.
Il movimento sindacale, con poche eccezioni, è stato cauto nelle primarie di giugno, sostenendo il tradizionale candidato democratico Cuomo. Ma la schiacciante vittoria di Mamdani ha provocato una rapida svolta tra i sindacati più forti di New York, insegnanti, dipendenti municipali, Teamsters e lavoratori dei servizi. Alla fine la campagna di Mamdani ha contato l’endorsement di 22 sindacati.
Quando l’elezione di Mamdani è sembrata davvero realizzabile, gli attacchi contro di lui si sono ingigantiti. Trump e i miliardari hanno lanciato un ampio raggio di accuse, come quella di antisemitismo per l’instancabile sostegno di Mamdani a Gaza, e insultandolo come naïve e incompetente a causa del suo programma populista e “irragionevolmente socialista”. Con la vittoria di Mamdani si aprono le sfide del governo e della realizzazione del suo ambizioso programma. Mentre è improbabile che tutti i miliardari di New York vorranno spostarsi in Texas per evitare una maggiore tassazione, è molto probabile che ci sarà una forte resistenza politica tra i tradizionali eletti democratici nel governo dello Stato di New York, che ha la supervisione sulle decisioni fiscali e di spesa di New York City.
Questa è la ragione per la quale Mamdani ha reso subito chiaro che l’esercito di volontari della sua campagna non può essere smobilitato. Devono rimanere pronti ad attaccare ogni eletto locale tra i rappresentati dello Stato che cerchi di sabotare l’agenda di Mamdani a livello statale.

Viva Mamdani! Viva New York!
La vittoria di Mamdani si staglia come un esempio nel mezzo dell’ascesa dell’autoritarismo antipopolare e antiproletario di Donald Trump, che nella città è nato. Mentre i newyorkesi sono generalmente considerati molto progressisti, il fatto che il messaggio di Mamdani di tassare i miliardari per rendere abbordabile la vita del 99% sia riverberato così bene nella classe lavoratrice che lotta a New York è una lezione importante per altri aspiranti Democratici. Un candidato vincente che si oppone al nostro sistema economico cattivo e truccato (proprio come Bernie Sanders), apre la strada ad altri “populisti della busta paga” nelle elezioni di medio termine del 2026.
Una seconda lezione per i Democratici è che il sindaco della seconda più grande area metropolitana con presenza ebraica al mondo (dopo Tel Aviv) è un chiaro oppositore del genocidio e un musulmano praticante progressista.
Infine, questa elezione crea un’opportunità per la crescita dei sindacati nella città di New York. L’esplicito sostegno del mondo del lavoro a Mamdani si tradurrà nell’uso del suo potere municipale per rafforzare i sindacati? Vedranno i newyorkesi delle T-shirt con la scritta “Il sindaco Mamdani vuole che tu ti iscriva al sindacato!”?. Particolarmente sfidante sarà se le sue politiche potranno aiutare a portare giustizia sociale all’enorme numero di lavoratori sotto-classificati nella “gig economy”.
Mamdani avrà quattro anni di mandato come sindaco. Ogni Repubblicano e Democratico filo-impresa farà il possibile per assicurarsi il suo fallimento e il discredito del suo programma socialista. Ogni successo che otterrà come sindaco sarà merito della forza del movimento che è prevalso nelle primarie, ed ha continuato a crescere per la sua elezione del 4 novembre. Se questo movimento continuerà a mobilitarsi, a crescere e agire per i lavoratori di New York, sarà un modello ispiratore che il nostro movimento operaio potrà sostenere e cercare di replicare in altre aree metropolitane degli Stati Uniti.
(San Francisco, 5 novembre 2025)