A poche settimane dal lancio, la campagna per la legge di iniziativa popolare (Lip) per l’imposta sui grandi patrimoni non è più solo una proposta tecnica: è un movimento che sta ridefinendo il perimetro del dibattito politico. La raccolta firme procede con una velocità che lascia ben sperare, e il traguardo delle 50mila sottoscrizioni potrebbe essere già stato superato proprio mentre questo articolo viene pubblicato, testimoniando una vitalità del Paese che va ben oltre ogni previsione.

Ma il dato più rivoluzionario è il volto di questa mobilitazione: se in Italia i cittadini tra i 18 e i 42 anni rappresentano il 30% della popolazione, tra chi ha sottoscritto la nostra Lip questa fascia d’età raggiunge un clamoroso 68%.

Questa spinta non si ferma alla rete. Sono già partiti con grande successo i banchetti in molte città, grazie anche al ruolo fondamentale di Rifondazione Comunista, tra i primi promotori della campagna, che ha organizzato fin da subito eventi e presìdi sul territorio, con la partecipazione anche di esponenti Cgil o di sue categorie, a volte unendo le due proposte su sanità e appalti con la campagna “unpercentoequo”, che indica dove trovare i fondi per finanziare lo stato sociale.

Le adesioni di personalità politiche, accademici, intellettuali e artisti al comitato promotore sono intanto salite a ottanta e, con l’adesione nazionale del movimento politico Possibile, si sta consolidando un fronte ampio e plurale.

Nelle prossime settimane la campagna si estenderà capillarmente a ogni centro, trasformando le piazze in luoghi di militanza e informazione, con l’obiettivo di portare il tema della giustizia fiscale anche nelle numerose feste estive, che vedranno susseguirsi dibattiti e confronti aperti a tutta la cittadinanza.

Questa mobilitazione dal basso sta producendo effetti concreti nelle stanze della politica. Il comitato promotore è stato invitato a portare la propria voce all’evento “Tax the Rich”, organizzato da Sinistra Italiana per il 5 giugno a Milano, un momento di confronto europeo che sancisce la centralità della proposta per la sinistra. Proprio Sinistra Italiana ha fatto dei contenuti della Lip un punto fondamentale del proprio programma elettorale. Parallelamente, il tema è entrato nelle discussioni nazionali: la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha dichiarato che la proposta è attualmente sul tavolo del confronto, mentre nel Movimento 5 Stelle il capogruppo Riccardo Ricciardi si è espresso favorevolmente, ammettendo che nel movimento c’è un dibattito sulla proposta. Si rompe così il tabù del “non si può fare”: quella che sembrava una battaglia di nicchia è oggi un asset imprescindibile per chiunque voglia costruire un progetto di governo alternativo, coraggioso e di sinistra.

Perché questa mobilitazione fa così paura alle destre? Perché la nostra non è una proposta punitiva, ma una misura di civiltà. Colpire le quote eccedenti i due milioni di euro – escludendo la prima casa – significa semplicemente riportare il fisco a una dimensione equa, capace di finanziare, con decine di miliardi, pilastri fondamentali come la sanità e l’istruzione pubbliche. Mentre il governo Meloni si impantana tra i vincoli del pareggio di bilancio e promesse elettorali impossibili, la società civile sta indicando la rotta.

Il successo iniziale è solo il punto di partenza: l’obiettivo è ora quello di raccogliere centinaia di migliaia di firme per dare alla Lip una forza d’urto parlamentare che non possa essere ignorata. Ogni firma, digitale o ai banchetti, è un mattone in più verso un’Italia dove il merito e il lavoro contano più della rendita.

Il Paese ha iniziato a camminare: ora tocca alla politica scegliere se seguire questa strada, o restare isolata nel vuoto del suo immobilismo.

Per firmare: https://unpercentoequo.it/