
Collocando in una sequenza storica la vita del Movimento No Ponte del territorio di Messina, possiamo dire di essere giunti alla terza stagione. Così ci racconta Maria Valbruzzi, referente del Movimento No Ponte Capo Peloro, una delle realtà militanti dell’area metropolitana messinese, in prima linea nella lotta contro la costruzione del ponte sullo Stretto. Un’opera faraonica, tanto inutile e dispendiosa quanto pericolosa e destabilizzante per la tenuta eco-ambientale, strutturale dello “Stretto Peloritano”, quello delle robuste correnti e della instabilità geologica e tellurica, che Sicilia e Calabria condividono e difendono.
“Lo stretto non si tocca!”, uno dei tanti slogan dei Movimenti No Ponte, ben poco ideologico e basato su studi scientifici. Un ponte strallato, di tre chilometri, il più lungo del mondo, che si ergerebbe su una faglia del versante calabrese, il cui progetto esecutivo risulta ancora assente e si fonda su vecchi elaborati del 2013 rimaneggiati e in contrasto con le stesse regole dell’ingegneria, tanto da far affermare da esperti che l’opera non reggerebbe.
Dunque, la terza stagione della lotta “No ponte”, dopo la prima (2001-2006) e la seconda (2008-2013), si è aperta a fine 2022 con il governo Meloni che riesumava la procedura del progetto del ponte sullo Stretto. Questa volta il Movimento No ponte decide di organizzarsi con più comitati. A Messina nascono i comitati “Noponte Capo Peloro”, “Invece del ponte”, “Spazio Noponte”, mentre sulla sponda calabra si costituiscono i comitati “Titengostretto” e “Rete Noponte Calabria”. Le modalità di mobilitazione diventano le più varie: dai cortei (dal 2023 si sono organizzati ben sei cortei: quattro a Messina, uno a Torrefaro, quartiere di Messina, ed uno a Villa San Giovanni) agli info-point, dai convegni ai sit-in, dai festival ai volantinaggi.
Maria Valbruzzi ci tiene a sottolineare come, in particolare, sia stata molto partecipata la prima assemblea degli espropriandi promossa dal comitato Noponte Capo Peloro a Torrefaro il 16 marzo 2023, con oltre 500 partecipanti.
Un altro passaggio fondamentale è la decisione di costituire a Messina un “Coordinamento No Ponte” che raccolga la maggior parte di associazioni, comitati, partiti e la Cgil. E’ necessario fare rete, collaborare nella elaborazione delle strategie da mettere in campo, condividere analisi, studi, competenze e punti di vista, ed il Coordinamento diventa lo strumento per dare più forza ed incisività alle iniziative.
La prima iniziativa del Coordinamento arriva il 2 dicembre 2023 a Messina: un corteo immenso al quale prendono parte oltre 10mila persone. Le attività esterne ed interne del Coordinamento proseguiranno senza sosta: da ricordare in particolare l’intervento alla conferenza stampa a Roma sulla questione ponte organizzata dalla Cgil in piazza Montecitorio il 15 novembre 2023, la presenza al corteo della Via Maestra a Napoli il 25 maggio 2024, fino alla partecipazione in delegazione ad un incontro con gli eurodeputati italiani a Bruxelles nel febbraio scorso.
Ma il salto di qualità avviene anche sotto il profilo dell’elaborazione tecnico-scientifica. Maria Valbruzzi ci ricorda l’importanza della partecipazione del Coordinamento No Ponte di Messina all’elaborazione delle osservazioni alla Via/Vas del progetto definitivo del ponte, presentate ad aprile e novembre 2024 insieme alle associazioni ambientaliste e ai comitati noponte.
Nell’estate scorsa una novità è l’apertura di “Casa Cariddi – Centro di resistenza noponte” a Torrefaro, a ridosso delle aree soggette ad esproprio. Per tre mesi si sono susseguite nei nuovi locali numerose iniziative: assemblee degli espropriandi, incontri con la popolazione, iniziative di approfondimento, laboratori promossi da giovani attivisti, mostre, momenti conviviali, persino un premio, il “Noponte Awards”, che in modo ironico ha premiato anche illustri ‘siponte’, consegnando invece un trofeo di resistenza a sostenitori ‘noponte’.
L’ultima iniziativa in ordine di tempo è la raccolta firme per una “diffida” al sindaco di Messina per sollecitarlo ad assumere iniziative incisive a tutela del territorio. Di rilievo l’appuntamento a Bruxelles l’11 settembre scorso, un incontro programmato tra la Cgil e le commissioni europee Ambiente e Trasporti per chiedere tra l’altro il no alla deroga alle direttive Habitat ed Uccelli, violate dal progetto del ponte sullo Stretto.
Di grande importanza, sotto il profilo programmatico ed operativo del Coordinamento No Ponte di Messina, l’organizzazione il 2 settembre scorso, al palazzo municipale di Messina, degli Stati Generali Noponte che hanno visto la partecipazione di oltre 40 comitati, partiti, associazioni, tra cui la Cgil. Si è deciso insieme il prossimo corteo noponte, da tenersi probabilmente a fine novembre a Messina, una mobilitazione di respiro nazionale con il coinvolgimento di tutte le organizzazioni che fino ad oggi hanno portato avanti la lotta insieme ai comitati locali.
Insomma, il movimento No Ponte di Messina non si ferma e lo slogan non può essere che sempre quello: “Lo Stretto non si tocca!”
