La Cgil Veneto ha aderito alla manifestazione per Gaza del 30 agosto scorso al Lido di Venezia.

Il 30 agosto scorso si è svolta al Lido di Venezia la manifestazione “Stop al genocidio – Corteo per la Palestina”, organizzata da un comitato che riunisce oltre duecento associazioni insieme ai centri sociali del nordest, anche in adesione all’appello “Venice4palestine” sottoscritto da centinaia di operatori e artisti del mondo del cinema.

Nell’isola veneziana, in occasione della 82^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, circa diecimila persone sono approdate con tutti i mezzi possibili, barche, vaporetti, ferry boat e motonavi. Quel giorno i riflettori della Mostra del cinema sono stati usati per rompere il silenzio sul genocidio nella Striscia di Gaza.

Nel comunicato di adesione della Cgil Veneto viene denunciato il massacro sistematico della popolazione civile di Gaza: bombardamenti su ospedali, scuole, campi profughi; interruzioni forzate di accesso a beni essenziali come acqua, cibo, elettricità e cure mediche; attacchi mirati contro operatori umanitari e giornalisti.

Per la Cgil è inaccettabile l’uso sistematico della fame e della sete come strumento di guerra contro la popolazione civile palestinese che ha creato una situazione di carestia estrema, confermata pochi giorni fa anche dall’Onu.

Il corteo è partito da piazzale Santa Maria Elisabetta – dove approdano i traghetti – muovendosi, pacificamente, verso i luoghi centrali della Mostra. Molti artisti hanno sfilato fin dove era possibile insieme ai promotori. Tra i volti noti, il fumettista Zerocalcare, l’attore Roberto Zibetti, la conduttrice della Mostra, Emanuela Fanelli, e le attrici Tecla Insolia, Donatella Finocchiaro e Ottavia Piccolo.

Anche durante lo svolgimento della Mostra non è mancata la solidarietà di artisti come Toni Servillo, Michele Riondino, Anna Foglietta. Quest’ultima è stata identificata dai carabinieri mentre arrivava in barca insieme con l’attivista Laika. Le forze dell’ordine hanno sequestrato la bandiera palestinese che veniva sventolata dall’attrice.

Le parole d’ordine della manifestazione sono state “Basta armi dall’Italia e dall’Europa, complici della barbarie in corso anche con accordi economici”. La mobilitazione ha voluto essere una presa di posizione forte affinché la Mostra del Cinema di Venezia non sia un evento isolato dalla realtà, ma sia spazio di denuncia del genocidio che Israele sta compiendo. E la denuncia sul genocidio palestinese è proseguita anche dopo la manifestazione del 30 agosto.

Parole di denuncia e solidarietà per il popolo palestinese sono arrivate da molti artisti nei giorni seguenti: tra gli altri, da parte del regista vincitore del Leone d’oro, Jim Jarmusch durante i ringraziamenti. Il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria è andato a “The voice of Hind Rajab” della regista tunisina Kaouther Ben Hania, film che racconta proprio la storia di una bambina gazawi di cinque anni, uccisa nel gennaio 2024 dall’esercito israeliano assieme a sei familiari e due paramedici della Mezzaluna rossa nel corso dell’invasione israeliana della Striscia di Gaza. L’auto su cui viaggiava Hind Rajab è stata presa di mira da un carro armato israeliano, che ha sparato al veicolo, uccidendo i genitori e i tre fratelli. La bambina, ancorché ferita alla schiena ed alle gambe, usando un telefonino ha dato indicazione ai soccorsi. Nel film è incorporata la vera registrazione della sua telefonata fatta agli operatori della Mezzaluna rossa, che rese famoso il suo caso.

Non sono mancati solidarietà e sostegno alla Global Sumud Flotilla, il movimento di imbarcazioni che sta portando aiuti umanitari dal mare a Gaza, attaccata nella notte dell’8 settembre da un drone israeliano in acque tunisine.

Nel 2025, quando l’informazione viaggia più veloce dei razzi israeliani su Gaza, non possiamo più permetterci il lusso dell’ipocrisia. Il silenzio può uccidere, senza rumore. Ciò che sta accadendo è un crimine contro l’umanità. Il genocidio non è un’opinione. È un fatto. E chi oggi lo guarda in silenzio, chi sceglie di non vedere, chi si rifugia in un comodo equilibrio, si rende complice. Il silenzio è una forma di violenza. È il carburante che alimenta ogni futuro crimine.

Manifestazioni come quelle del 30 agosto, che usano palcoscenici internazionali, rompono questo silenzio e obbligano tutti ad aprire gli occhi, ad interrogarsi e indignarsi. La manifestazione al Lido di Venezia è solo una tappa, manifestazioni come queste sono azioni di resistenza, partigiane, dalla parte di tutte le vittime!

(9 settembre 2025)