Un composito e colorato corteo di qualche centinaio di persone si è mosso, lo scorso 23 ottobre, dallo Spin Time Labs – edificio occupato nei pressi di Porta Maggiore a Roma in cui abitano 400 persone di oltre 25 nazionalità – verso il Vaticano dove, nell’aula Paolo VI, è stato ricevuto in udienza da papa Leone XIV. È la fotografia del V incontro mondiale di movimenti popolari (Emmp, Encuentro mundial de movimientos populares): per quattro giorni (21-24 ottobre) un centro sociale, appunto Spin Time, e il Vaticano sono stati l’agorà nella quale 170 delegate e delegati provenienti da 26 Paesi di tutto il mondo si sono confrontati per elaborare pratiche e strategie di lotta per un mondo più giusto ed equo, guidati dalle 3T indicate da papa Francesco nei precedenti incontri, tierra, techo e trabajo, ovvero terra, casa e lavoro.
L’Emmp, infatti, è stata un’invenzione di Bergoglio, che nell’ottobre 2014 convocò per la prima volta in Vaticano i movimenti popolari di mezzo mondo: nell’aula del Sinodo si ritrovarono insieme al papa in centinaia, rappresentanti delle organizzazioni contadine e delle empresas recuperadas, militanti dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare e per i beni comuni, sindacalisti e attivisti dei centri sociali. Un terremoto che fece vibrare le mura dei sacri palazzi, abituati a ben altri ospiti.
Seguirono altri due incontri, a Santa Crux de la Sierra (Bolivia), nel 2015, quando l’allora presidente Evo Morales regalò a Bergoglio un crocifisso intagliato in una falce e martello, copia di quello posseduto da padre Luis Espinal, gesuita, teologo della liberazione, torturato e ucciso nel 1980 dal regime autoritario boliviano. E ancora in Vaticano, nel 2016, con papa Francesco di nuovo a denunciare le ingiustizie globali e ad incoraggiare i movimenti popolari e lottare per cambiare un sistema di esclusione. Nel quarto incontro (2021), ridimensionato anche a causa del Covid, si iniziò a discutere di come far conquistare autonomia ai movimenti, affinché la rete camminasse per conto proprio.
La morte di Bergoglio (aprile 2025) è sembrata a molti una pietra tombale anche sul percorso dell’Emmp. Che invece non si è interrotto: costituito un nuovo coordinamento (formato da Unione de Trabajadores Excluidos, Argentina; Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra-La Via Campesina, Brasile; Hermandad Obrera de Acción Católica-Movimiento Mundial de Trabajadores Cristianos, Spagna; Slum Dwellers International, Sud Africa; Mediterranea Saving Humans, Italia), anche grazie al discreto ma decisivo sostegno del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, a fine ottobre si è svolto il V incontro mondiale.
Una scommessa vinta. Innanzitutto perché l’incontro c’è stato ed è andato bene. Poi perché il nuovo pontefice ha scelto di accogliere in Vaticano i movimenti e di rivolgere loro un discorso denso e dai contenuti radicali – cose non scontate – che ha tracciato una continuità con Bergoglio e indicato un orizzonte. “La terra, la casa e il lavoro sono diritti sacri, vale la pena lottare per essi, e voglio che mi sentiate dire ‘Ci sto!’, ‘Sono con voi!’”, ha detto Leone XIV. “Finché i problemi dei poveri non saranno risolti in modo radicale, rifiutando l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e affrontando le cause strutturali della disuguaglianza, non si troverà alcuna soluzione ai problemi del mondo o, per meglio dire, a nessun problema. La disuguaglianza è la radice dei mali sociali” (discorso integrale qui: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251023-movimenti-popolari.html) Infine, perché i rappresentanti dei movimenti hanno manifestato l’intento di non ripiegare e consegnare alla storia la bandiera delle 3T, ma di proseguire il percorso per costruire un’alleanza globale “contro l’esclusione” (dichiarazione finale qui: https://movpop.org/wp-content/uploads/2025/10/ITA_DICHIARAZIONE-FINALE-DEL-V-INCONTRO-MONDIALE-DEI-MOVIMENTI-POPOLARI.pdf).
Il gruppo di coordinamento è giovane e nuovo, qualcosa ha bisogno di essere messo a punto: un coinvolgimento più ampio (per l’Italia, ad esempio, c’erano solo Mediterranea Saving Humans e Spin Time), migliore equilibrio fra movimenti cattolici e laici, concretezza degli obiettivi, che per ora sono solo dei titoli: opposizione a “guerre e genocidio”, cancellazione del debito estero, campagne per “fermare la violenza contro le donne”, “difesa della democrazia dalle élite economiche e dai plutocrati”, diritti di migranti e rifugiati, crisi ecologica, “riduzione dell’orario di lavoro e salario minimo universale”, diritto all’istruzione. Ma l’Emmp intende allargare la rete e mettere in campo azioni “che partano dalle esigenze, dalle storie e dalle realtà locali, e che poi diano luogo a campagne regionali e nazionali in grado di influenzare le strutture e i sistemi disumani”. Il percorso sembra ben avviato.