
Il pluralismo, il suo rispetto, la sua valorizzazione, sono gli indicatori del grado di democraticità che distinguono le organizzazioni democratiche da quelle autoritarie.
Parto da questa nettezza nell’intervenire ulteriormente su alcune vicende che hanno riguardato non le sorti di alcuni singoli compagni o compagne, ma la nostra organizzazione tutta.
Senza la necessità di ricordare gli accadimenti (non)passati, è utile fare qualche considerazione circa l’agibilità del libero pensiero, la critica nel merito, il diritto soggettivo e collettivo al loro esercizio.
Siamo e rimaniamo convinti che il pluralismo sia un valore e continueremo a denunciare ciò che riteniamo sbagliato, soprattutto quando vengono messe in atto azioni che puntano ad ‘espellere’ dal gruppo dirigente dell’organizzazione l’espressione del pluralismo di idee.
Ci allarma e ci preoccupa quella che interpretiamo come una deriva autoritaria che affida al rapporto fiduciario con il segretario generale il ‘diritto’ di essere componente di una segreteria di ogni livello. La legittimazione politica data ad azioni di questo tipo ci parla di una parte importante del nostro gruppo dirigente che immagina che la maniera migliore per affrontare una fase socialmente e politicamente difficile come questa corrisponda alla necessità di restringere gli spazi di partecipazione e di critica.
Noi pensiamo il contrario. La Cgil è la più grande organizzazione di massa del Paese. Per definizione ingloba culture e storie politiche, individuali e collettive, che trovano sintesi comune e condivisa nella base dei valori fondanti, e che, per definizione, non sono riassumibili in un unico pensiero.
Occorre uscire dalla bolla del pensiero unico che riduce valore e autorevolezza.
Il futuro della Cgil non è cosa solo di qualcuno, deve essere patrimonio di tutte e tutti. Proprio per questo ci sentiamo individualmente e collettivamente parte integrante della nostra grande e bella Cgil che vive grazie al contributo che tante lavoratrici e pensionate, tanti lavoratori e pensionati danno quotidianamente.
Fuori da noi ci sono sfide difficili e importanti, affrontiamole assieme. Con il nostro punto di vista noi continueremo ad esserci nelle stesse strade, nelle stesse piazze, negli stessi uffici, nelle stesse fabbriche.
