
‘Cgil Spazio Sicuro’ non nasce da un’idea costruita a tavolino. Nasce dall’ascolto. Dalle parole, ma anche dai silenzi, di lavoratrici e lavoratori Lgbtqia+ che negli ultimi anni si sono rivolte all’ufficio Nuovi Diritti della Cgil di Sassari portando con sé esperienze di discriminazione, isolamento e fatica quotidiana nei luoghi di lavoro.
Da qui è nato un confronto sul tema con le realtà associative del territorio: il Movimento Omosessuale Sardo, Trans Support, Agedo Sassari, Famiglie Arcobaleno Sassari e l’Udu Sassari. Uno scambio continuo, fatto di buone pratiche, di fiducia e di crescita reciproca.
‘Cgil Spazio Sicuro’ è però una scelta politica. Dire che il sindacato non è neutro di fronte alle discriminazioni. Che la dignità del lavoro passa anche dalla possibilità di essere sé stessɜ, senza paura. Agire, fino in fondo, i principi del nostro Statuto.
Per questo non è un’iniziativa che riteniamo simbolica. È un impegno concreto: costruire luoghi riconoscibili e attraversabili, in cui chi potenzialmente subisce discriminazioni possa trovare ascolto, tutela e orientamento, e allo stesso tempo trasformare il modo in cui il sindacato si presenta e si rappresenta.
Questo impegno oggi è visibile. Entrando nella Camera Del Lavoro di Sassari – e progressivamente in tutte le sedi zonali della provincia – si incontrano i segni di ‘Cgil Spazio Sicuro’: all’ingresso, negli uffici delle categorie, al patronato Inca, al Caf. Non solo adesivi su porte e schermi ma anche supporti stabili, chiari ed evidenti, che dichiarano una cosa semplice e forte: qui sei in uno spazio sicuro.
È un messaggio immediato, di cui siamo orgogliosɜ. Ma quei segni non possono camminare da soli. Per questo il progetto è stato presentato pubblicamente nel gennaio scorso come avvio di un percorso più ampio, che guarda in avanti. Sono in cantiere percorsi di formazione sindacale rivolti a lavoratrici e lavoratori Lgbtqia+, per rafforzare la conoscenza degli strumenti di tutela, dei diritti e delle possibilità di contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro. Allo stesso tempo, insieme alle associazioni del territorio, sono in costruzione momenti di formazione rivolti all’interno della Cgil: a delegate, delegati, funzionarie e funzionari. Perché su questi temi non si può improvvisare. Servono strumenti, linguaggi, consapevolezza.
Il progetto si fonda anche su una relazione continua con il territorio. Le associazioni indirizzano verso la Cgil persone che vivono situazioni di discriminazione nel mondo del lavoro, e la Cgil è presente negli spazi dell’associazionismo, dal Movimento Omosessuale Sardo al suo circolo Borderline che vede la presenza fisica al suo interno dei loghi ‘Cgil Spazio Sicuro’.
Anche per questo ‘Cgil Spazio Sicuro’ sta già uscendo dalle sedi: i materiali del progetto vengono distribuiti a Rsa e Rsu per entrare nei luoghi di lavoro, nelle bacheche e negli spazi condivisi. È qui che si gioca la sfida. Portare dentro il lavoro l’idea che nessuna persona debba scegliere tra dignità e occupazione.
‘Cgil Spazio Sicuro’ è per noi un percorso aperto. Non una campagna a tempo, ma una trasformazione in corso. Perché crediamo che non possa esserci giustizia sociale senza il riconoscimento pieno delle persone. E fare sindacato, oggi, significa anche questo: costruire, ogni giorno, spazi realmente sicuri.
