“Se non ci fosse il sindacato il mondo del lavoro sarebbe ancora più triste” - di Susan Moser

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Intervento al XIX Congresso nazionale Cgil, Rimini 15-18 marzo 2023.

Quando mi hanno chiesto di intervenire qui, al XIX Congresso della Cgil, mi è mancato il fiato per diversi minuti, poi ho pensato che qui sono libera di dire ciò che voglio e come meglio riesco, perché siamo tra compagni e compagne e tra noi si usa così. Ho anche ripensato a quando, nei vari direttivi a cui partecipo, sento dire che la Rsu, e i delegati quindi, sono la base della grande piramide su cui si regge la confederazione e che quindi siamo l’asse portante della Cgil, e ho deciso che avevate ragione e mi sono fatta coraggio!

Ho pensato che fosse troppo per me parlare di politica, guerra, inflazione e lavoro, poi ho pensato (e mi state facendo pensare tantissimo) che in fabbrica ne parlo tutti i giorni con 800 operai e colleghi; quindi vi racconterò di come tutto questo viene vissuto tra un occhiale e l’altro in una fabbrica del 'Granducato' del Veneto.

Di politica parliamo spesso e volentieri in fabbrica. La considerazione che viene fatta più spesso è “a me non interessa più perché tanto i partiti sono tutti uguali”! Oppure, ancora peggio, mi dicono di votare FI o Lega, per cambiare perché gli altri hanno fatto male o proprio perché si sentono di destra. Il dilemma è quindi se tentare di spiegare che questo è un controsenso, viste le politiche attuate dalla destra per i redditi medio bassi, o evitare la discussione per paura di perdere un iscritto; dobbiamo capire se tentare di fare un ragionamento più ampio e fidelizzare gli iscritti perché hanno i nostri stessi ideali, o 'accontentarci'. Questo per dire che alcuni argomenti così sensibili sono difficili da affrontare, come appunto politica e il nostro sentire, perché c’è sempre la paura di perdere una tessera.

Inflazione si traduce in “quanto mi costa adesso fare la spesa, la benzina, bollette e mutuo?”. Lo lego a welfare e ben stare in fabbrica, conciliazione vita-lavoro, di cui stiamo tanto parlando adesso in sede di rinnovo del Ccnl occhialeria e del contratto integrativo aziendale Luxottica. Penso ad esempio a tutti i bonus che sono stati erogati e utilizzati tantissimo dalle famiglie per la gestione dei figli, ad esempio. Ve lo dico però: credete che ai single come me sia servito il bonus bicicletta del 2020?. Meglio sarebbe stato ragionare di qualcos’altro, di fare qualcosa di diverso. Abbiamo il dovere come sindacato di tutti di ricordarci anche dei lavoratori singoli che hanno sicuramente genitori anziani, o fratelli e sorelle che magari hanno bisogno di aiuto.

Ci lego poi le gabbie salariali e l’autonomia differenziata, tanto caldeggiata in Veneto, che si traduce in basta tasse a Roma e investiamo i nostri soldi in casa nostra. Ricordo sempre ai miei colleghi che c’è molto altro dietro, oneri e onori, e che il discorso così messo è banale. Ricordo a loro le parole di Giorgia Meloni in campagna elettorale, che mi hanno fatto rabbrividire, perché vuol dire lasciare al loro destino i deboli e i fragili: “chi più produce, più lavora e più verrà premiato”. Non possiamo accettare tutto questo, né che i figli di operai studino per continuare a fare gli operai, e che non esista l’ascensore sociale.

Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, voglio fare solo un nome per cui la Cgil di Treviso si è costituita parte civile al processo per la sua morte in cantiere: Mattia Battistetti, schiacciato da una gru a soli 23 anni.

 

Concludo con il messaggio di una collega giunto dopo la proclamazione dello stato di agitazione per come stanno andando le trattative in sede di rinnovo Ccnl. Sabato 11 marzo era per noi un giorno di lavoro, per recupero di flessibilità, e con orgoglio siamo riusciti a tenere fuori più del 40% dei lavoratori (vi assicuro che si tratta di un numero strepitoso in un’azienda in cui il “paron” viene visto come il benefattore). Così Claudia mi scrive: “Grazie a te e alla Cgil, se non ci fosse il sindacato il mondo del lavoro sarebbe ancora più triste”.

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