Dall’assemblea nazionale del 28 febbraio il contributo di Lavoro Società e della sinistra sindacale al dibattito del XVIII congresso.

Non bastava il Burian, non bastavano ritardi e cancellazioni di treni, che hanno impedito ad una cinquantina di persone di giungere a Roma. Il maltempo ha anche causato la rottura della caldaia di riscaldamento della sala Di Vittorio. Così, lo scorso 28 febbraio, non meno di centocinquanta compagne e compagni della sinistra sindacale Cgil si sono stipati, in una caldissima Sala Santi della sede nazionale, per l’assemblea “Per una Cgil unita e plurale”, promossa da Lavoro Società.

I lavori sono stati aperti dalla relazione di Giacinto Botti, referente nazionale di Ls, che è partito dalla pericolosa situazione del crescere di episodi di violenza fascista e razzista nel nostro paese, fino all’attentato terrorista di Macerata, a cui le manifestazioni del 10 e 24 febbraio hanno dato una risposta democratica e di massa. Antifascismo e antirazzismo che sono nel dna della nostra Costituzione e della Cgil e che, giustamente, abbiamo indicato come terreni centrali e permanenti della nostra azione, andando a snidare anche le posizioni di acquiescenza o indifferenza che possono attecchire nelle nostre stesse fila.

Non a caso, subito dopo la relazione di Botti – che ha delineato i principali terreni di contributo della sinistra sindacale alla linea della Cgil, che va rafforzata e resa più coerente nei prossimi anni – c’è stato l’appassionato intervento della staffetta partigiana Tina Costa, dirigente dell’Anpi di Roma. Una chiara e determinata testimonianza di una lunga vita di lotta per la democrazia, la partecipazione, i diritti civili e sociali, ora dedicata al rapporto con i giovani, con le scuole, per la trasmissione di quei valori fondamentali costitutivi della Resistenza e della lotta partigiana contro il nazifascismo e della Costituzione repubblicana, da difendere e, finalmente, applicare contro ogni revisionismo e negazionismo.

Gli interventi che si sono succeduti – limitati nel numero dalla ristrettezza dei tempi dovuti ai ritardi dei treni in arrivo e alla necessità di ripartire presto per tentare di evitare blocchi causa neve – hanno toccato tutti i diversi temi del dibattito interno e della fase politico-sindacale, sottolineando il contributo che le compagne e i compagni della sinistra sindacale intendono dare nel dibattito del XVIII congresso, a partire dalla fase partecipata di costruzione dei documenti congressuali. Temi e contributi enucleati anche in documento distribuito al termine dei lavori che – con altre adesioni oltre a quelle dei primi firmatari – sarà diffuso in tutta la Cgil.

Al microfono si sono susseguiti Maurizio Brotini, segretario regionale toscano, Lorella Brusa, della Fp nazionale, Roberto Giordano, segretario Roma-Lazio, Elena Palumbo, segretaria nazionale Filctem, Massimo Balzarini, segretario regionale lombardo, Paolo Righetti, segretario regionale Veneto, e, nel pomeriggio, Elena Petrosino, segretaria di Torino, Fausto Ghirardon, Rsu della Peroni di Padova, Selly Kane della Cgil nazionale – che ha anche presieduto l’assemblea -, Angela Giannelli, segretaria Flc Puglia, Merida Madeo, segretaria Spi Lombardia, Gabriele Giannini, segretario nazionale Flc, e Pasquale Cesarano, delegato della grande distribuzione della Filcams Campania.

Nella tarda mattinata è intervenuta Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Un intervento per niente formale, il suo, sia sui temi più strettamente sindacali, a partire dal giudizio positivo sull’intesa siglata nella notte con Confindustria, dopo il recepimento delle modifiche proposte dalla Cgil, sia in risposta alle nostre sollecitazioni sul riconoscimento dei pluralismi programmatici in Cgil, sia sugli aspetti più generali della battaglia politico culturale nel paese e nella società, a partire dalla convinta affermazione dei valori antifascisti e antirazzisti ribaditi dalle mobilitazioni degli ultimi giorni.

Nello spazio concesso non è certo possibile riprodurre la passione e la ricchezza del dibattito (si possono riascoltare gli interventi sul sito www.sinistrasindacale.it, dove è anche scaricabile la relazione di Botti), ma una cosa è certa: l’assemblea nazionale è stata un’iniziativa molto partecipata, che conferma la volontà delle compagne e dei compagni, in tutta Italia e in tutte le categorie, di proseguire e rafforzare in forma collettiva e organizzata, con tutto lo spirito di apertura e autonomia, un percorso di sinistra sindacale “per una Cgil unita e plurale”.

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