La via maestra della pace - di Riccardo Chiari

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Fin dal titolo “L'Italia ripudia la guerra”, l'incontro pubblico fra Maurizio Landini e il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, aveva l'obiettivo di ricordare ancora una volta quanto siano immani i costi umani, materiali e immateriali di un conflitto che poteva essere evitato, se solo ci fosse stata la volontà politica di scegliere la strada della diplomazia invece di quella delle armi.

Il segretario generale di una Cgil che fin dall'inizio ha preso posizione a sostegno del cessate il fuoco, del negoziato come unica soluzione possibile, e del rifiuto di quel riarmo generalizzato – facilmente prevedibile - che ha accompagnato in questo anno e mezzo le operazioni militari, è stato chiaro: “Quando si parla di aumento dei prezzi o di crisi economica in corso, dobbiamo ricordarci che c'è una guerra che indebolisce l'Europa, che si sta dimostrando sempre più solo come un luogo geografico incapace di misurarsi con questi problemi”.

“Perché l'Europa non sta seguendo la via del negoziato, visto che innanzitutto è suo interesse così come lo è per l'Italia?”. L'interrogativo di Landini è lo stesso che ha portato una parte consistente dell'opinione pubblica, non solo italiana visto quanto accade negli stessi Usa, a maturare un sano scetticismo, anche al di là dei peculiari orientamenti politici. “Non è accettabile che l'unica vera iniziativa in campo sia quella del Vaticano – tira le somme il segretario – questo significa che la pace non è un obiettivo dei governi e delle realtà internazionali”.

“Abbiamo avuto fin da subito sentore del rischio che la guerra in Ucraina si 'eternizzasse' – ricorda a sua volta Riccardi - avendo sotto gli occhi la crisi senza fine in Siria”. Una situazione che si sta puntualmente riproponendo. Con morti e distruzioni quotidiane, esodi di massa, e una massiccia militarizzazione che, come sempre accade, va a scapito degli investimenti necessari per far vivere più decentemente le popolazioni.

 

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