Vim farmaceutici Matera, il Sud che cura l’Italia - di Frida Nacinovich

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A Matera, nella città dei Sassi, cuore di una Basilicata i cui orgogliosi abitanti si sono sempre rimboccati le maniche per superare le avversità e andare avanti, ha la sede principale Vim farmaceutica. Vim sta per ‘Vendita ingrosso medicinali’, la sua storia racconta come ci si possa ingrandire, e rifornire di prodotti spesso essenziali buona parte della penisola, senza finire ‘mangiati’ dalla multinazionale di turno. Un’azienda nata e rimasta a carattere familiare, sorta nel 1962, negli anni del boom economico, e oggi gestita da Michele Motta, figlio del fondatore Pietro.

Vim distribuisce farmaci e parafarmaci per il mercato della salute, oltre 50mila prodotti che ogni giorno si possono trovare, e acquistare, nelle farmacie. Lì dove tutto è cominciato c’è il centro logistico più grande, 18mila metri quadri di magazzini, 20mila ordini e 5mila consegne ogni 24 ore lungo i 28mila chilometri percorsi dai corrieri. Antonello Natrella è in Vim da ventitré anni, entrato in azienda appena maggiorenne, subito dopo il servizio militare. “È sempre stata una realtà conosciuta e apprezzata, in tutta la Basilicata - racconta - offriva una concreta possibilità di impiego. Ci lavorava mio padre, che appena seppe dell’intenzione della famiglia Motta di ingrandirsi, mi suggerì di fare domanda di assunzione. Eravamo tanti figli di dipendenti, un fisiologico rinnovamento degli addetti che ora purtroppo sta trovando molte difficoltà o addirittura si è interrotto”.

Invece Vim avrebbe bisogno di nuove energie, perché negli anni ha fatto il salto passando dalla dimensione locale ad azienda nazionale: dieci sedi in Italia, da Matera a Torino, passando per Milano, Recanati, Roma, Siena, Salerno, Cosenza, Foggia, Lecce. I dipendenti diretti sono quasi 300, con un fatturato annuo dell’ordine dei 4-500 milioni di euro. Vim ha sposato la strategia dell’economia di scala, senza perdere di vista le esigenze del cliente. “Abbiamo moltissime farmacie ‘fidelizzate’, che si trovano bene con noi - spiega Natrella - anche grazie alla capillarità del nostro sistema di consegne”.

Tra multinazionali e piccole realtà, il mercato dei farmaci all’ingrosso è molto competitivo ed eterogeneo. “Eppure nei suoi quasi sessant’anni di vita Vim, privata e familiare, è riuscita a sopravvivere”. Presidia infatti decine e decine di province ogni giorno, e con Remedia, società torinese acquisita nel 2008, e Transfarma, l’azienda materana ha basi anche in Liguria e Valle d’Aosta. Una società di servizi che offre anche tariffazione delle ricette, distruzione dei farmaci scaduti, nonché consulenza fiscale, informatica e legale.

Va da sé che i farmaci devono essere disponibili in qualsiasi momento, anche più volte in un giorno. “Un consorzio di oltre cento trasportatori distribuisce i prodotti fin nelle più sperdute contrade - precisa Natrella - viaggiando soprattutto di notte”. Il guadagno sta nel margine tra industria e farmacie, cioè nella differenza tra lo sconto praticato al distributore dall’industria e quello che il grossista fa alle farmacie, con parametri stabiliti per legge. Nello stabilimento dove Natrella è magazziniere e allestitore lavorano 130 persone, lì c’è anche tutta la parte amministrativa e il call center. “Siamo divisi su turni di sette, otto ore, dalle 7 alle 15, dalle 16,30 alle 23,30, dalle 18,30 alle 2,30. Il lavoro non manca, con il passare degli anni continua ad aumentare, così come le richieste di straordinari a seconda delle esigenze dell’azienda. E dato che molti di noi non sono più giovanissimi, siamo in Vim da 25-30 anni, diventa progressivamente sempre più faticoso mantenere questi ritmi”.

Quando Natrella iniziò a lavorare in Vim esisteva solo il deposito di Matera, la grande espansione era ancora sulle ginocchia degli dei. “Merito anche e soprattutto di noi lavoratori - dice con giustificato orgoglio - abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo e lavorato a testa bassa, sempre, anche a costo di rinunciare a ore di sonno”. Il delegato Filcams Cgil rivendica il protagonismo suo e dei compagni: “Tutti tessono le lodi della famiglia Motta, che è stata brava e coraggiosa. Ma senza il nostro impegno quotidiano il sogno non si sarebbe tradotto in realtà. Nel corso di questi anni piccole aziende sono andate in crisi lasciando scoperti pezzi di territorio, che hanno finito per diventare parte del ‘portafoglio’ della Vim. Tre anni fa, ad esempio, una ditta di Martina Franca ha chiuso dall’oggi al domani, le farmacie di quel comprensorio si sono rivolte a noi. Lavoravamo così tanto da non renderci nemmeno conto bene di che cosa stesse succedendo. E non si possono chiedere così tanti sacrifici ai lavoratori, a lungo andare gli straordinari logorano”.

Naturalmente per Vim non c’è stato alcun lockdown, è rimasta aperta anche nei giorni più duri e tragici della pandemia. Passare tutte quelle ore con la mascherina sul volto non facilita il lavoro. “Ma sono dispositivi di protezione necessari, essenziali per combattere la diffusione del virus”.

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