La Costituzione è una grande opera antifascista - di Gabriele Bartolini

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In un quartiere romano, un movimento giovanile per la Costituzione, sull’esempio della compagna partigiana Tina Costa. 

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza”, scrisse Antonio Gramsci sul primo numero di ‘L’Ordine Nuovo’, pubblicato il Primo Maggio del 1919. Così è nato, a Roma, il movimento “Giovani per la Costituzione”; con queste parole in mente e con il bisogno di reagire alle tante, allarmanti notizie che ogni giorno inondano i media.

Siamo un movimento giovanile di ragazze e ragazzi tra i 15 e i 30 anni. Pensiamo che debbano essere anzitutto i valori scritti in Costituzione a normare la nostra quotidianità e, per far in modo che sia così, vogliamo intraprendere una serie di battaglie per la difesa, l’attuazione e il rilancio della Carta Costituzionale.

Il nostro è un movimento giovanile del tutto indipendente da partiti, sindacati, comitati, movimenti e associazioni già esistenti e che segue solo la linea politica e sociale scritta in Costituzione, portando avanti tutte le battaglie sociali di alveo costituzionale. Essere indipendenti significa collaborare con altre realtà ma, solo e soltanto, qualora la maggioranza degli iscritti sia d’accordo.

Noi pensiamo che per occuparci efficacemente di Costituzione dobbiamo lavorare parallelamente su due fronti: sociale (in piazza) e culturale (nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e nelle scuole… d’altronde siamo studenti). Le nostre battaglie spaziano dalla valorizzazione del ruolo della donna nella società (articoli 3, 37 e 51 della Costituzione) alla lotta alla politica d’odio, al razzismo, alle discriminazioni e alle prevaricazioni di ogni genere attraverso una campagna fondata sull’affermazione dei diritti Lgbt, sull’inclusione e sulla pari dignità sociale (art. 3, 10, 22, 31); fino ad arrivare ad una seria lotta ambientalista e una battaglia culturale sul territorio; la nostra Costituzione infatti tutela, promuove e protegge la nostra cultura e il nostro paesaggio (art. 9)

Come portiamo avanti tutto questo nella pratica? Attraverso mobilitazioni ad esempio, ma anche tramite incontri e iniziative con personaggi di spicco del mondo della politica e della cultura. Un’altra arma che presto avremo, ancora in cantiere, è la nostra rivista, attraverso la quale pubblicheremo articoli con il nostro pensiero.

Un’altra attività del Movimento è la collaborazione e il supporto alle tante associazioni culturali che, purtroppo a fatica, lavorano sul nostro territorio. Esempio pratico. Noi, come movimento, abbiamo la sede legale ai Ponti, un quartiere popolare sito a Roma in zona Laurentina. In questo quartiere ha vissuto gli ultimi anni della sua vita una donna venuta a mancare neanche un anno fa, Tina Costa. La partigiana Tina Costa.

Tina ha lasciato i suoi libri per la comunità, nella Casa del popolo che porta il suo nome lì ai Ponti, appunto la nostra sede. Lì, noi del movimento “Giovani per la Costituzione”, dove risiedono anche altre realtà come, ad esempio, l’Anpi del IX municipio, stiamo lavorando alla realizzazione di una biblioteca con i tanti libri (di politica, storia, letteratura, filosofia) che Tina Costa ci ha lasciato. La stiamo mettendo su a nostre spese, in un quartiere popolare quale è quello dei Ponti.

Il problema culturale è di grande rilievo. Se oggi – ancora – dobbiamo definirci antirazzisti e antifascisti, vuol dire che c’è anzitutto un problema culturale e, dunque, tanto da lavorare. Per l’appunto, l’antifascismo e la memoria. La nostra Carta Costituzionale non è antifascista perché lo dice la XII disposizione transitoria e finale, non solo almeno. La nostra Costituzione è antifascista perché i valori, le idee e le libertà contenutevi sono proprie dell’antifascismo vissuto e sofferto, dai giovani del tempo, sui monti.

“…Io son solo e passeggio fra i tigli con te cara che allora non c’eri. E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri o ragazza color dell’aurora”; sono le parole che Italo Calvino mette in bocca a un anziano, partigiano che parla con una ragazza – ‘Oltre il Ponte’.

 

Varie istanze, a farci caso, che per il regime fascista furono illegali o ingiuste, per la Costituzione italiana diventarono un diritto, o un dovere. La Costituzione è una grande opera antifascista. Quindi, essendo un movimento giovanile che si batte per la Costituzione, non potremo che dare il nostro impegno affinché vengano, finalmente, attuati alcuni insegnamenti provenienti da una voce, ancora forte, del passato; una voce che, non tanti anni fa, ha scritto alcune tra le pagine più belle della nostra storia.

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