Nuovo anno scolastico: cronaca annunciata di una ripartenza difficile - di Raffaele Miglietta

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“Priorità alla scuola”: manifestazione a Roma il 26 settembre 

Con l’avvicinarsi del mese di settembre è via via cresciuta nel Paese l’attesa ma anche la preoccupazione per la ripartenza delle scuole. Ai vecchi problemi che affliggono il sistema scolastico quest’anno si sono aggiunte le difficoltà determinate dal Covid-19, che hanno imposto alle scuole di assumere complesse misure di sicurezza. Senonché, soprattutto per responsabilità e insipienza della compagine politica, le scuole sono arrivate affannate a questo importante appuntamento, nonostante il grande impegno profuso dal personale scolastico per far fronte alle esigenze imposte dall’emergenza sanitaria.

Sono state numerose le Regioni che, consapevoli dei problemi irrisolti, hanno preferito rinviare l’avvio delle lezioni ad una data successiva rispetto a quella inizialmente prevista del 14 settembre: Friuli, Sardegna, Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria. E anche nelle regioni dove è stata rispettata la data prevista, ciò è avvenuto a macchia di leopardo: nel Lazio un terzo delle scuole sono rimaste chiuse, in Sicilia hanno riaperto solo le scuole superiori, ecc.

La Flc Cgil è dalla scorsa primavera che incalza il ministero dell’Istruzione ad intervenire con forza e per tempo perché alle scuole siano assicurate le necessarie condizioni di sicurezza per la ripresa delle attività didattiche in presenza. A fronte della sordità del ministero, la Flc Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, ha dovuto proclamare per l’8 giugno scorso perfino una giornata di sciopero, in piena pandemia, per denunciare l’insufficienza e i gravi ritardi con cui l’amministrazione stava affrontando le problematiche dell’avvio del nuovo anno scolastico. Per tutta risposta il ministero ha preferito tacciare il sindacato di “sabotaggio”, piuttosto che confrontarsi con le ragioni della protesta.

Solo in piena estate il governo ha cominciato a realizzare la portata dei ritardi accumulati e a correre ai ripari. Ha dapprima attribuito al commissario Arcuri (esautorando di fatto la ministra Azzolina) la responsabilità di reperire i banchi monoposto (necessari per garantire il distanziamento) e di distribuire alle scuole le mascherine chirurgiche. Poi ha stanziato risorse aggiuntive per consentire alle scuole di adottare le misure necessarie per fronteggiare l’emergenza: dal reperimento di nuovi locali scolastici all’incremento dell’organico (docente e Ata) per suddividere i gruppi classe.

Il ritardo accumulato si è però rivelato irrecuperabile, basti pensare che il provvedimento (DL 104) che ha stanziato un ulteriore miliardo per il sistema scolastico è del 14 agosto (sic), e che ancora l’8 settembre (data emblematica) a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, è stato varato un nuovo decreto con “Disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico”.

Che la riapertura delle scuole quest’anno fosse complicata, è indubbio. Non è semplice assicurare condizioni di sicurezza a dieci milioni di addetti (fra alunni e personale scolastico) distribuiti in più di 40mila plessi scolastici diffusi su tutto il territorio nazionale. Ma proprio per questo sarebbe stato necessario intervenire per tempo e con la massima condivisione e partecipazione.

Il sindacato ha mostrato ripetutamente la propria disponibilità al confronto, sottoscrivendo a questo fine anche il “Protocollo nazionale per la riapertura delle scuole in sicurezza”. Il ministero invece non solo ha spesso disatteso gli impegni assunti nello stesso Protocollo (come per esempio quello di regolare il lavoro a distanza) ma ha ritenuto anche di osteggiare qualsiasi indicazione provenisse dal sindacato, compresa la proposta di stabilizzare con procedura semplificata i numerosi precari, da anni in servizio, che avrebbe evitato alle scuole di dover ricorrere, in piena emergenza, ad oltre 150mila supplenze.

 

Per queste ragioni la Flc Cgil, insieme agli altri sindacati, sostiene e partecipa alla manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola” di sabato 26 settembre a Roma. Scopo della manifestazione è denunciare i ritardi e le inefficienze che hanno accompagnato l’avvio dell’anno scolastico, e per riaffermare il ruolo centrale e prioritario della scuola pubblica per il Paese.

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