Riunione del coordinamento regionale della Toscana - di Luca Gabrielli

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Si è svolto il 12 dicembre scorso, presso la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi, a Firenze, il coordinamento regionale di Lavoro Società per una Cgil unita e plurale - Sinistra Sindacale della Toscana. Nonostante la data del coordinamento, fissata da tempo, sia caduta nel pieno dell’organizzazione dello sciopero generale e della fase dei congressi delle categorie provinciali della Cgil, la riunione è stata partecipata, sia in termini numerici che in termini di interventi che hanno arricchito il dibattito. Erano presenti - compatibilmente con i congressi e lo sciopero - compagne e compagni di Firenze, Arezzo, Pistoia, Lucca, Massa-Carrara, Pisa e dello Spi, della Filcams, della Fp, della Filctem, della Fillea e della Flai. Il compagno Giacinto Botti, referente nazionale, avrebbe dovuto concludere la riunione ma non ha potuto essere presente per inaspettati impegni familiari.

La relazione iniziale del compagno Maurizio Brotini, coordinatore regionale di Lavoro Società e autorevole compagno del coordinamento nazionale, si è concentrata in avvio sull’analisi della fase politica e sulla valutazione dei provvedimenti del governo Meloni contenuti della legge di bilancio, con un richiamo al massimo sforzo per la riuscita dello sciopero generale che ha visto la Cgil Toscana, insieme alla Uil Toscana, scendere in piazza il 16 dicembre con manifestazioni provinciali. Una legge di bilancio iniqua e sbagliata che non combatte l’evasione, non aumenta i salari, taglia su sanità e scuola, e riduce l’adeguamento all’inflazione delle pensioni.

Brotini ha poi incentrato il suo intervento sul futuro dell’esperienza plurale dell’aggregazione programmatica Lavoro Società, rilanciando l’idea di una sinistra sindacale radicata dentro una Cgil unita e plurale, dimensionata sul livello nazionale confederale, evidenziando il valore del confronto e del pluralismo organizzato come patrimonio imprescindibile dell’organizzazione.

Tanti gli interventi delle compagne e dei compagni dei territori presenti, che hanno confermato la volontà e la voglia di rivitalizzare e rinvigorire l’esperienza plurale di Lavoro Società, andando a lavorare soprattutto tra le delegate e i delegati dei luoghi di lavoro, per riprendere quel filo conduttore che fin dagli albori ha caratterizzato il nostro pluralismo, consapevoli che una Cgil unita e plurale è tale se – nella dimensione di maggioranza – anche la sinistra sindacale concorre collettivamente e direttamente ad assicurarne la direzione.

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